Livelli essenziali di assistenza: il Ministero promuove solo 8 Regioni

Un’Italia a tre velocità, in cui i livelli essenziali di assistenza (Lea) sono garantiti soltanto in 8 Regioni (Emilia Romagna, Umbria, Toscana, Marche, Veneto, Piemonte, Lombardia e la Basilicata in rappresentanza del Centro-Sud), mentre Abruzzo e Liguria risultano “parzialmente adempienti” e tutte le altre andrebbero bocciate. È l’immagine dell’assistenza sanitaria nel nostro Paese restituita dal Rapporto 2012 "Adempimento mantenimento dell’erogazione dei Lea" del Ministero della Salute, stilato in base ai dati raccolti nel 2010. L’indagine non ha coinvolto Val d’Aosta, Trento e Bolzano, Friuli Venezia Giulia e Sardegna, perché queste Autonomie non partecipano alla ripartizione del 3% del Fondo Sanitario Nazionale, ossia la riserva attribuita, dopo il riparto delle risorse complessive, dal Comitato di gestione dei Lea in favore di chi rispetta questi “livelli”.
Dal Rapporto risultano in progressivo peggioramento le performance delle Regioni già inadempienti, soprattutto per via di un picco dei ricoveri evitabili (ad esempio per complicazioni di malattie croniche non adeguatamente trattate). Difficile anche la situazione delle Regioni sottoposte a piano di rientro, alle quali quest’anno si è aggiunta la Puglia. Fanno registrare un globale peggioramento i costi dell’assistenza farmaceutica, così come i livelli di assistenza domiciliare e i servizi offerti da residenze assistenziali per disabili e anziani. Un Decreto di aggiornamento dei Lea è atteso entro la fine dell’anno.


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