Mail, chiamate, sms: i promemoria migliorano l’adesione alle vaccinazioni

Pubblicato il: 25 Novembre 2015|

È possibile considerare telefonate, sms e mail come strumenti efficaci di prevenzione sanitaria? Sì, almeno quando si parla di vaccini: i sistemi di chiamata e promemoria aumentano (dal 5 al 20%) la probabilità di rispettare le scadenze del calendario vaccinale. A dirlo è il Rapporto Prevenzione 2015 presentato oggi a Roma, nella sede dell’Istituto superiore di sanità, dalla Fondazione Smith Kline. Il volume, oltre a fare il punto sulla realtà delle strutture dedicate alla prevenzione nel Servizio sanitario nazionale sviluppa una parte dedicata alle “Buone pratiche in prevenzione”. Tra queste, i sistemi di “chiamata/promemoria” rappresentano uno strumento efficace per migliorare l’adesione alle vaccinazioni, come ricordano Antonio Ferro – della direzione sanitaria dell’Ulss 20 di Verona – e Massimiliano Colucci, della Scuola di Specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’Università di Padova. “Metodi di richiamo possono avere un valore importante nel ricordare che è il momento di sottoporsi ad una vaccinazione – spiegano Ferro e Colucci. Due revisioni della letteratura scientifica che hanno valutato gli studi in questo settore dimostrano che chi viene coinvolto con un approccio di “chiamata/promemoria” mostra una maggior probabilità di vaccinarsi o di rispettare le scadenze del calendario vaccinale”. Con un incremento complessivo medio, appunto, del 5-20 per cento.
I risultati non sono gli stessi a tutte le età e per tutte le vaccinazioni. Se esistono risultati soddisfacenti per i vaccini in età pediatrica, si arriva addirittura a un incremento del 17-26 % quando si parla di vaccinazione pediatrica per l’influenza. La percentuale di crescita è invece molto variabile per lo pneumococco e l’antitetanica nell’adulto (negli studi si va dal 2 al 27 %), mentre sale di molto quando occorre ricordare la vaccinazione preventiva per l’influenza, con una crescita che può arrivare anche al 47 per cento. Secondo gli esperti, permane la difficoltà al coinvolgimento degli adolescenti, una fascia “critica” per le coperture vaccinali.
Per quanto riguarda gli strumenti impiegati per aumentare l’adesione ai vaccini, le ricerche si sono concentrate soprattutto sul sistema delle “lettere” inviate a domicilio, anche se pare che la modalità telefonica, con il diretto contatto tra operatore ed assistito, possa dare risultati migliori. Arrivano, inoltre, le prime evidenze sugli effetti positivi degli sms di richiamo, mentre appare ancora limitato il valore dei social network e dei messaggi di posta elettronica. In realtà, il 58 % dei genitori preferisce ancora la classica lettera, ma cresce comunque l’utilità degli altri strumenti con differenze fra zone rurali e città:  mentre nelle prime le lettera e le telefonate classiche sembrano riscuotere i migliori risultati, nelle città strumenti più “smart”  risultano più efficaci.
L’indagine dell’Osservatorio italiano sulle attività di prevenzione (Oip)
Come nelle edizioni 2011 e 2012, il Rapporto della Fondazione Smith Kline riporta i risultati di un’indagine sul lavoro dei Dipartimenti di prevenzione nel nostro Paese, frutto dell’Osservatorio italiano sulle attività di prevenzione (Oip).
L’indagine ha coinvolto quasi 100 Dipartimenti – più del 60% delle strutture dedicate alla prevenzione in Italia. Dai risultati emergono alcune note positive, ad esempio gli sforzi per favorire la diffusione delle vaccinazioni e le attività di promozione della salute e di educazione sanitaria. Ma esistono anche alcuni aspetti che – secondo la Fondazione – “vanno affrontati al più presto”. Fra questi, la carenza di certificazioni e metodi di accreditamento regionale e di sistemi di gestione della qualità e la bassa diffusione di strumenti di misurazione delle attività effettivamente realizzate. In più, gli operatori denunciano la riduzione delle risorse dedicate a questo settore, un’attività sempre più burocratizzata e la necessità di disporre di strumenti di comunicazione esterna ed interna che siano in grado di dare risposte ai bisogni dei cittadini e degli operatori stessi.
L’Osservatorio, lanciato nel 2010 dalla Fondazione,  è stato realizzato in collaborazione con SItI (Società italiana igiene, medicina preventiva e sanità pubblica), Snop (Società nazionale operatori della prevenzione nei luoghi di lavoro) e la Simevep (Società italiana medicina veterinaria preventiva).“Penso che questo strumento – commenta il presidente della SiTi, Carlo Signorelli –  ci possa permettere di migliorare i Dipartimenti e possa aiutare a colmare diverse lacune: la mancanza di una “anagrafe” istituzionale della prevenzione italiana, di modalità di governance condivise al suo interno, di modelli organizzativi comuni, di momenti stabili di confronto. Una delle sfide che l’Oip propone è certamente una sfida comunicativa che affronti la carenza di iniziative che portino l’esigenza e i vantaggi della prevenzione all’attenzione della collettività e dei decisori. Occorrerebbe dunque anzitutto far sapere ancor meglio che i Dipartimenti esistono, cosa fanno, cosa ottengono; quali sono i loro bisogni, quali le loro potenzialità, come si inseriscono nel sistema meritorio di protezione della salute su cui si fonda l’esistenza stessa di una società civile”.
Infine, il lavoro dell’Osservatorio – secondo Signorelli – dovrebbe fornire anche un contributo alla realizzazione di un documento di consenso su questi temi e in coerenza con il Piano nazionale della prevenzione che “pur lasciando autonomia alle Regioni nel definire le proprie rispettive organizzazioni, investe il Dipartimento di prevenzione nel ruolo di regia sia delle funzioni di erogazione diretta delle prestazioni sia di governance degli interventi non erogati direttamente costruendo e sviluppando una rete di collegamento tra i diversi stakeholders”.

Tag: coperture / Simevep / Siti / vaccinazioni / vaccini /

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