Mariano Corso (Polimi): “Per attuare il Patto per la Sanità Digitale servono nuove risorse”

Pubblicato il: 8 Luglio 2016|

“Finalmente viene riconosciuto in modo formale il ruolo strategico dell’innovazione digitale per il miglioramento della qualità e l’aumento dell’efficienza del sistema sanitario”. Così Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, commenta il via libera al Patto per la Sanità digitale avvenuto ieri in Conferenza Stato-Regioni dopo due anni dalla presentazione. “Ora  però è necessario passare ai fatti – avverte Corso – mettendo in atto un master plan sfidante e coerente con gli obiettivi del patto, che consenta di ottenere un modello di Sanità moderno e sostenibile, passando attraverso un profondo rinnovamento organizzativo e tecnologico”.
Primo punto chiave da affrontare, secondo il professore, è il capitolo risorse.  “Per attuare il piano – precisa Corso – non è possibile pensare che non ci siano nuove risorse dedicate, come si legge nel documento. La spesa per la Sanità digitale stimata dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità nel 2015 è pari a 1,34 miliardi di euro, circa l’1,2% della spesa sanitaria pubblica, corrispondente a 22 euro per abitante. Si tratta di una spesa ancora troppo bassa per attuare un vero cambiamento. Altri Paesi europei, con sistemi sanitari confrontabili al nostro, dedicano alla Sanità digitale spese di gran lunga superiore: ad esempio la Francia spende 40 euro ad abitante e la Gran Bretagna 60 euro.” Solo a fronte di un investimento iniziale, infatti, sottolinea Corso, si può pensare di avviare un vero processo di digitalizzazione della Sanità: “Successivamente sarà possibile reinvestire quanto risparmiato in nuovi progetti di innovazione digitale, evitando quindi di aumentare la spesa”.
Secondo le stime effettuate dall’Osservatorio, le aziende sanitarie potrebbero ottenere risparmi pari a 6,8 miliardi all’anno attraverso, ad esempio, la deospedalizzazione di pazienti cronici, resa possibile dalle tecnologie a supporto della medicina sul territorio, l’introduzione della cartella clinica elettronica a supporto di medici e infermieri, la dematerializzazione dei referti e delle immagini, la gestione informatizzata dei farmaci, la consegna dei referti via Web e la prenotazione online delle prestazioni. A ciò si sommano i possibili risparmi economici per i cittadini (pari a circa 7,6 miliardi di euro secondo l’Osservaotrio) che, attraverso l’utilizzo di tecnologie digitali, potrebbero evitare spostamenti per prenotare visite, ritirare referti, effettuare visite, ecc.”

Tag: digitale / Mariano Corso / politecnico di milano / sanità digitale /

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