Medicina territoriale, Pnrr e valorizzazione delle competenze: l’esperienza dell’Asl Roma 2

Medicina territoriale
Pubblicato il: 6 Ottobre 2022|

In sanità da lungo tempo ormai il dibattito teorico e pratico sui modelli organizzativi del Servizio sanitario nazionale si è focalizzato sulla necessità di una sempre maggiore integrazione tra ospedale e territorio, con un potenziamento di quest’ultimo. Atteso infatti che, anche alla luce del principio di sussidiarietà costituzionale, il territorio è il “luogo” dove nascono e si manifestano i bisogni sociosanitari e assistenziali dei cittadini, interventi normativi sempre più mirati, di carattere nazionale e regionale, hanno promosso  il continuo e progressivo consolidamento della medicina di territorio e delle reti di assistenza territoriale in modo da assicurare una risposta coordinata e continua ai bisogni della popolazione, l’uniformità dei livelli di assistenza e la pluralità dell’offerta.

Sovente, questi scenari evolutivi, certamente di grande impatto in termini di risposta assistenziale integrata ed efficace presa in carico della popolazione di riferimento, risultano essere pressoché sconosciuti proprio a coloro i quali la dimensione territoriale di una Azienda sanitaria locale la vivono tutti i giorni, ovvero gli operatori amministrativi che prestano la propria attività lavorativa nell’ambito dei presidi territoriali distrettuali

Si tratta di personale amministrativo, spesso ingiustamente “trascurato”, che in realtà, laddove adeguatamente formato e motivato, può rappresentare una delle principali leve di cambiamento.

Invero, il personale amministrativo operante sul territorio distrettuale di una Asl, soprattutto in ragione della sua “vicinanza” al cittadino-utente, svolge spesso un ruolo importantissimo giacché risulta essere il punto diretto di contatto e di interfaccia con l’assistito, nonché il vero anello di collegamento tra la struttura sanitaria e la popolazione di riferimento, rappresentando un canale di apertura e  ascolto dei bisogni dell’utenza che necessita di informazioni e di orientamento nel complesso mondo sanitario.

Nella sanità italiana, l’attuale contesto storico, politico nonché socio economico caratterizzato da una grave e persistente crisi finanziaria e da una continua riduzione delle risorse stanziate a favore del Ssn, enfatizza sempre più l’importanza del territorio e di tutti i suoi operatori.

Il ruolo del Pnrr

In quest’ottica, anche il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) prevede ingenti finanziamenti allo scopo, tra gli altri, di rilanciare la sanità pubblica con un Ssn più moderno, digitale e inclusivo, garantendo equità di accesso alle cure e rafforzando la prevenzione e i servizi sul territorio e quindi un’assistenza sanitaria di prossimità diffusa capillarmente su tutto il territorio nazionale, rafforzando l’assistenza domiciliare e la telemedicina.

Come noto, il citato Pnrr fa parte di un programma più ampio dell’Unione europea (cosiddetto Next Generation EU) che mette a disposizione un fondo di centinaia di miliardi di euro per la ripresa europea, con lo scopo principale di riparare i danni economici e sociali derivati dalla pandemia e ridurre le debolezze strutturali dell’economiche dei Paesi membri.

 La “Missione 6″ del Piano (dedicata alla Salute) prevede quattro riforme che riguardano, in generale, tutta l’assistenza sanitaria ospedaliera, territoriale e della prevenzione: 1) potenziamento dell’assistenza territoriale; 2) attivazione, per espressa previsione legislativa, di una nuova funzione del Ssn volta alla prevenzione in ambito sanitario, ambientale e climatico, in linea con l’approccio “One-Health”; 3) riorganizzazione della rete degli Istituti di ricerca e cura a carattere scientifico (Irccs); 4) riforma organica in favore degli anziani non autosufficienti.

Focus sull’assistenza territoriale

Con particolare riguardo all’assistenza sanitaria territoriale, con la missione n. 6 – Salute, il Pnrr finanzia con una   pioggia di miliardi di euro la realizzazione di:

  • case di comunità;
  • ospedali di comunità;
  • centrali operative territoriali (cosiddette Cot)
  • imponente ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche e digitali sanitarie e ospedaliere
  • potenziamento dell’assistenza domiciliare sicurezza e la sostenibilità ospedaliera
  • implementazione dell’utilizzo di Fse e telemedicina.

 Puntare sulla telemedicina

In buona sostanza, dunque, con l’attuazione del Pnrr si intende conseguire uno spostamento del polo assistenziale sanitario, non solo dal punto di vista concettuale ma anche e soprattutto fisico, sempre più vicino all’utenza, fino ad arrivare ad “entrare nelle case dei cittadini”, attraverso la telemedicina, la dematerializzazione dei documenti anche clinici, l’informatizzazione e la digitalizzazione.

Alla luce di quanto sopra, risulta evidente come in sanità le opportunità offerte dal c.d. Recovery Plan, da un lato, e le importanti conquiste in campo sindacale dall’altro, hanno confermato l’importanza del ruolo del personale dipendente e della sua consapevolezza, competenza, professionalità e formazione up-to-date.

Rinnovo dei contratti

In tal senso, la recente firma definitiva all’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) sul rinnovo del contratto per il comparto Sanità ha segnato un punto d’arrivo importante per i dipendenti pubblici del comparto del Ssn: oltre ad aver migliorato in modo considerevole la parte economica, l’accordo contiene importanti innovazioni sotto il profilo giuridico atteso che opera una revisione del sistema di classificazione del personale prevedendo cinque aree di inquadramento nonché un nuovo regime teso a premiare le maggiori competenze professionali progressivamente acquisite dai dipendenti, tramite progressioni orizzontali con differenziali economici e  incrementi stabili del trattamento economico.

Il caso Asl Roma 2

Ciò posto, è evidente come detto scenario possa amplificare ancor di più la sua portata in una “Mega Asl metropolitana” qual è l’Asl Roma 2. Invero, l’Asl Roma 2, nata dalla fusione delle ex ASL Roma B e ex ASL Roma C, si estende, infatti, nell’area sud-est della città di Roma, su una superficie di 470 km2. La popolazione residente è circa 1.300.000 abitanti (pari al 45% della popolazione comunale), con una densità media di circa 2.800 abitanti per km2.

In particolare, l’Uoc direzione amministrativa territoriale dell’Asl Roma 2, cogliendo l’importanza dell’attuale momento storico e il valore delle molteplici opportunità offerte, ha inteso promuovere la valorizzazione non solo del territorio ma anche dei percorsi di formazione per il potenziamento e l’acquisizione di nuove e maggiori professionalità e competenze da parte dei dipendenti.

In cerca di nuove figure professionali

Per quanto sopra, d’intesa con le principali strutture di vertice dell’Asl, l’Uoc direzione amministrativa territoriale ha richiesto l’istituzione della nuova figura professionale per l’area della formazione: il cosiddetto “referente per il coordinamento della formazione per l’attività amministrativa dei distretti”, con il compito di indirizzare l’attività formativa delle unità amministrative del personale dipendente, principalmente quelle operanti sul territorio, sulle materie di maggior interesse, in relazione allo svolgimento delle loro mansioni quotidiane e/o per le quali siano emerse particolari carenze o esigenze di approfondimento.

La riflessione alla base della scelta di istituire la suddetta nuova figura del “Referente per il coordinamento della formazione per l’attività amministrativa dei distretti” è scaturita dalle evidenti specificità e differenze che sussistono in relazione alle esigenze di aggiornamento espresse dalla funzione medico-scientifica, da quella delle professioni tecnico-sanitarie e da quella meramente amministrativa. Dette peculiarità e disomogeneità richiedono la pianificazione e realizzazione di attività formative e di aggiornamento professionale specifiche, settoriali, mirate alla specificità dei profili professionali alle quali sono dirette, con programmi dedicati e con docenti esperti sulle tematiche da trattare.

Il nuovo incarico di “Referente per il coordinamento della formazione per l’attività amministrativa dei distretti” è stato assegnato al direttore dell’Uoc Direzione amministrativa territoriale dell’Asl Roma 2 anche in ragione della “funzione trasversale” svolta dalla predetta Uoc in relazione ai servizi amministrativi distrettuali dell’Asl, soprattutto in termini di monitoraggio e rilevazione di eventuali esigenze su particolari temi e/o per possibili innovazioni organizzative, nella consapevolezza che professionalità e competenza passano in primo luogo per la conoscenza.

La struttura comunicazionale

Allo scopo di massimizzare le opportunità che un Referente della formazione specificatamente dedicato al personale amministrativo del comparto sanità può offrire, in via preliminare si è provveduto a rendere nota detta istituzione con una comunicazione ufficiale veicolata a tutte le articolazioni organizzative aziendali.

Inoltre, per realizzare gli obiettivi prefissati, è stato previsto un preciso cronoprogramma delle attività che, tra l’altro, ha previsto anche una definizione puntuale dei programmi, stilata non solo sulla scorta delle principali novità normative rilevanti per il settore sanitario, ma anche in risposta a quelle che si sono palesate come  evidenti “lacune” dei discenti su alcuni dei principali temi impattanti sul Ssn, in ogni caso, su argomenti di maggior interesse lavorativo in riferimento alla specifica categoria dei soggetti destinatari.

In quest’ottica, gli argomenti individuati quale oggetto dell’attività formativa e di aggiornamento professionale sono risultati particolarmente graditi al personale dipendente in quanto non solo di rilevante attualità ma anche certamente utili nell’espletamento del lavoro quotidiano. Sondare e verificare periodicamente le esigenze formative del personale amministrativo del comparto è sempre stato mood costante dell’Uoc Direzione amministrativa territoriale, promotrice degli eventi, giacché le criticità, di volta in volta riscontrate nelle attività quotidiane, sovente possono essere superate o, comunque, molto attenuate mediante di un’adeguata formazione.

Corsi di formazione

Inoltre, al fine di garantire la più ampia partecipazione alle summenzionate giornate di formazione dedicate al personale amministrativo del territorio, sono state organizzate e attuate più edizioni dei corsi, allo scopo di superare le criticità derivanti da contingenti esigenze di riorganizzazione delle attività istituzionali dovute, purtroppo, anche alla persistenza dell’emergenza Covid-19 con conseguente elevato e, spesso improvviso, numero di assenze dei dipendenti. Con l’articolazione di giornate formative aggiuntive, infatti, la quasi totalità degli amministrativi ha potuto partecipare ai corsi di formazione

Lezioni a distanza

Da sottolineare, altresì, che uno dei punti di forza di questo ambizioso progetto formativo è stato certamente l’estrema fruibilità delle lezioni; ogni corso, infatti, è stato (ed è ancora oggi) svolto in modalità e-learning, grazie agli strumenti tecnologici messi a disposizione dall’Asl Roma 2 per la distribuzione di contenuti didattici multimediali; invero, la formazione è stata somministrata tramite una piattaforma aziendale appositamente dedicata ove, tramite l’inserimento delle credenziali, il discente può accedere facilmente al portale sul quale è pubblicata l’agenda dei corsi, le proprie presenze, gli eventi formativi passati, presenti e futuri, nonché riassunti nella dashboard del loro percorso formativo aziendale.

L’importanza di fare gruppo

L’interattività delle lezioni, e soprattutto l’uso della “chathanno generato da subito un coinvolgimento molto forte, tale da creare un vero e proprio senso di appartenenza a un “gruppo- classe”, facilitando la comunicazione e abbattendo possibili barriere tra docente e auditori. Questo clima, particolarmente disteso e quasi familiare, ha invogliato i discenti a comunicare online con i relatori non solo con riguardo agli specifici aspetti tecnici oggetto della lezione ma, più in generale, li ha indotti a formulare, in tempo reale, anche domande e richieste di chiarimenti di più ampio respiro. Importantissima anche la figura del moderatore che, con occhio sempre fisso sulla live chat dell’evento, non si è limitato a garantire il corretto utilizzo del mezzo informatico ma ha permesso che tra la classe e i relatori vi fosse sempre un dialogo continuo, sempre in nome di quell’interattività e di quel costante contatto e rapporto umano che è stato il trait d’union dell’intero progetto formativo.

Gli eventi in esame non hanno rivestito un carattere di formazione “obbligatoria” (né erano previsti crediti formativi professionali come spesso accade per il personale sanitario con gli Ecm), quindi i dipendenti Asl che hanno scelto di parteciparvi, lo hanno fatto in modo del tutto spontaneo e volontario, con il solo intento di accrescere le proprie conoscenze e competenze nonché il know how sull’applicazione pratica delle tematiche trattate.

Come partecipare

In ragione dell’elevata estensione territoriale e consistenza numerica del personale coinvolto, la pubblicità circa la possibilità di partecipare gratuitamente a questi eventi formativi è stata assicurata tramite specifici avvisi pubblicati sulla home del sito Intranet aziendale, postando il titolo del Corso, un breve abstract del tema trattato ed i riferimenti della Segreteria ai fini della prenotazione e per ogni altro eventuale adempimento attuativo.

I dipendenti interessati hanno avuto l’opportunità di iscriversi con grande facilità, semplicemente inviando la propria candidatura via e-mail alla segreteria organizzativa e, dopo aver ricevuto specifica comunicazione di accettazione e della data della lezione, hanno avuto anche il link di collegamento per l’accesso alla piattaforma informatica dedicata alla formazione e per l’ingresso nell’aula virtuale.

La modalità e-learning ha permesso, quindi, che l’evento formativo fosse fruibile nell’ambito della ordinaria giornata lavorativa di talché, terminata la lezione seguita sulla predetta piattaforma online, il dipendente ha potuto continuare con lo svolgimento delle proprie mansioni lavorative per il disbrigo di altre attività, magari aventi carattere di urgenza, senza mai doversi allontanare dalla propria scrivania e senza dover  “perdere” tempo prezioso a causa degli spostamenti di trasporto nel traffico di Roma.

La formazione è certamente veicolo di sapere e fattore motivante per il personale dunque, ma è anche importante per l’Azienda nel suo complesso allo scopo di rendere sempre più performanti le attività e ridurre i rischi di mancata ottimizzazione delle risorse.

Raccontare il territorio

Per questo motivo, la Direzione amministrativa territoriale dell’Asl Roma 2, mediante la promozione e realizzazione di numerose iniziative di formazione del personale amministrativo del comparto, ha voluto raccontare proprio il territorio, ricordarne l’importanza, offrire spunti di riflessione direttamente a chi lo vive e lo gestisce/subisce tutti i giorni; lo ha fatto partendo dall’oggi, o meglio, da un vicinissimo domani, spiegando gli impatti sulla Medicina del territorio  che deriveranno dall’attuazione del Pnrr, con un focus specifico sulla Digitalizzazione della Medicina Territoriale.

In particolare, oltre ai nuovi modelli organizzativi della innovata assistenza sanitaria del territorio, sono stati approfonditi numerosi temi in materia di: centralità del cittadino, presa in carico e continuità delle cure, unitarietà del “Sistema distretto” e del governo del territorio, esigenze di aggregazione e di connessione tra i professionisti, alla luce del principio di “prossimità delle cure”.

Formazione sul digitale

Inoltre, sono stati organizzati ed attuati interventi formativi specifici sulla Sanità digitale (Fse, digitalizzazione della documentazione clinica e dematerializzazione dei referti, ricetta elettronica, chirurgia robotica, wearable device, app sanitarie) e relativo impatto sul Regolamento UE/679/2016 (c.d. Gdpr), nonché, in particolare, sulla telemedicina che usa strumenti basati sulla tecnologia dell’informazione e della comunicazione per promuovere «da remoto» la prevenzione, la diagnosi, il trattamento e il monitoraggio delle malattie e la gestione della salute e dello stile di vita, con notevoli benefici economici tra i quali ad es. una importante riduzione del ricorso alla ospedalizzazione e dei relativi tempi, con una convalescenza più precoce a domicilio.

Alla ricerca dell’empowerment culturale

La formazione del personale amministrativo su questi temi, oltre ad aver rappresentato uno spunto di riflessione per ragionare su alcune criticità di sistema presenti in azienda, è stata anche una importante occasione di confronto su problematiche contingenti, rafforzando nei dipendenti amministrativi sia il senso di appartenenza rispetto alla propria organizzazione sia la consapevolezza del proprio ruolo e del proprio profilo professionale lavorativo.

 La formazione e l’aggiornamento professionale sono senza dubbio un notevole elemento per un processo di empowerment culturale e per il progressivo miglioramento della qualità dei servizi sanitari assistenziali; entrambi rappresentano strumenti attraverso i quali è possibile non solo fornire un bagaglio di nozioni, ma soprattutto suscitare curiosità, interesse e sete di sempre maggiore conoscenza per ampliare orizzonti e raggi di azione, senza lasciare mai nulla di intentato, al di là delle conquiste sindacali, delle novità normative e attuative del Pnrr, nella speranza di una vera “ripresa” ma soprattutto all’insegna della più ampia “resilienza”.

*Direttore Uoc Direzione amministrativa territoriale e responsabile ufficio protezione dati personali Asl Roma 2

**Collaboratore amministrativo professionale Uoc Direzione amministrativa territoriale Asl Roma 2

Tag: Asl roma 2 / Next Generation EU / pnrr / Servizio Sanitario Nazionale / servizio sanitario regionale /

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