Morbillo, aumentano i casi. Pediatri: “completare il ciclo di vaccinazione”

Semplicemente ‘alta’ non è sufficiente, visto che una persona può contagiarne altrettante 17. Proprio a causa dell’elevata contagiosità del morbillo, la Società Italiana di Pediatria (Sip) invita a richiamare l’attenzione sulla necessità di raggiungere e mantenere almeno il 95% della copertura vaccinale con due dosi in ogni singola coorte di nascita. Il ritorno sul tema delle coperture segue in ordine di tempo l’ultima analisi epidemiologica diffusa dal ministero della Salute che ha registrato un aumento dei casi.
Secondo i dati, nei primi 5 mesi del 2026 in Italia sono stati confermati 472 casi di morbillo, con un aumento consistente rispetto al 2025 quando erano stati 322. La situazione potrebbe tuttavia aggravarsi se venissero confermati i casi “possibili e probabili” che al momento risultano essere 609. I dati mostrano che dopo un periodo di controllo dell’infezione, a partire dall’autunno 2023 in Italia si è osservato un marcato aumento dei casi. Nel 2024 sono stati notificati 1.045 casi, 946 dei quali successivamente confermati in laboratorio.
Completare il ciclo
Oggi il punto debole è soprattutto il completamento del ciclo: la copertura nazionale con la seconda dose, prevista dal calendario vaccinale a 5-6 anni, si ferma all’84,45% e nessuna Regione o Provincia autonoma raggiunge il 95%.
“La seconda dose non è un accessorio: è parte integrante del ciclo vaccinale e serve anche a proteggere quel 5% di soggetti che non ha sviluppato una risposta immunitaria dopo la prima somministrazione”, spiega Rocco Russo, responsabile del Tavolo tecnico vaccinazioni della Sip, ricordando che, secondo dati Ecdc, l’Italia è il Paese Ue con il maggior numero di casi di morbillo: 630 tra il primo luglio 2025 e il 30 giugno 2026 su 2472 complessivi.
Aumento evidente in Calabria, Campania, Lazio e Toscana
Nel 2025 si è osservata una flessione, con una diminuzione a 497 casi confermati. Oltre il 90% dei contagi si sono verificati in persone che non erano vaccinate e quasi il 6% in persone che avevano ricevuta una sola dose di vaccino. La situazione del 2026 mostra una ripresa dei contagi. L’aumento è particolarmente evidente sopratutto in alcune Regioni: in Calabria si è passati dai 17 casi segnalati del 2025 ai 265 del 2026, in Campania da 18 a 100, nel Lazio da 47 a 54, in Toscana da 6 a 49. Resta insufficiente la copertura vaccinale. Al 2024 nessuna Regione e Provincia autonoma raggiungeva la soglia raccomandata del 95% con due dosi di vaccino, considerata necessaria per interrompere la circolazione del virus. I valori più bassi si registrano Sicilia (67,88%), Campania (71,89%), Provincia Autonoma di Bolzano (73,69%).
La circolare alle Regioni per potenziare la sorveglianza
La crescita dei casi ha indotto il ministero ha emanare una circolare, firmata dal capo dipartimento della prevenzione, Maria Rosaria Campitiello, e indirizzata a Regioni e istituzioni, per rafforzare la sorveglianza e intensificare lo sforzo per le vaccinazioni, indirizzate soprattutto ai giovani adulti nella fascia di età 15-39 anni e alle categorie a rischio. Il quadro, si legge nella circolare, “suggerisce una possibile criticità nella copertura vaccinale e un conseguente rischio di aumento della circolazione del morbillo, in particolare tra i soggetti non immunizzati”.
Nel complesso, rileva ancora la circolare, “i dati evidenziano una crescita dei contagi rispetto all’anno precedente, una concentrazione in specifiche fasce d’età adulte e aree geografiche e un impatto rilevante dello stato vaccinale sull’incidenza della malattia”. Da qui la necessità di agire su un doppio binario: da un lato “promuovere campagne vaccinali mirate, con particolare attenzione ai giovani adulti non vaccinati e alle categorie ad alto rischio”. Dall’altro “potenziare i sistemi di sorveglianza”. In tal caso, fondamentale la tempestività “nel condurre l’indagine epidemiologica” e “la segnalazione del caso sospetto”.
La circolare raccomanda inoltre di verificare lo stato immunologico degli operatori sanitari, di svolgere attività di comunicazione del rischio, sia agli operatori sanitari sia alla popolazione, e di avviare attività di formazione finalizzata a migliorare le competenze comunicative dei sanitari.
La circolare mostra anche sacche di popolazione suscettibile anche tra adolescenti e adulti: la fascia con il maggior numero di casi è quella tra 15 e 39 anni e il 94,7% risulta non vaccinato. “È necessario – sottolinea Rino Agostiniani, presidente della Sip – recuperare chi non è mai stato vaccinato o non ha completato il ciclo, perché sono proprio queste sacche di suscettibilità che consentono al virus di continuare a circolare”. La vaccinazione assume infatti anche un valore di protezione collettiva: significa proteggere sé stessi, ma anche ridurre la possibilità che il virus raggiunga chi non può ancora essere protetto. “Sotto l’anno di vita i bambini non hanno ancora raggiunto l’età prevista per la prima dose – conclude Agostiniani – e negli anni immediatamente successivi non hanno ancora completato il ciclo con la seconda. Sono quindi particolarmente esposti”.


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