Obesità, la Francia rimborsa semaglutide e tirzepatide. La Sio: “Anche l’Italia apra il confronto”

La decisione della Francia di rendere rimborsabili le nuove terapie farmacologiche contro l’obesità riaccende il dibattito europeo sull’accesso alle cure per una patologia che interessa milioni di persone. Dal prossimo 15 giugno il Servizio sanitario transalpino garantirà infatti il rimborso dei trattamenti a base di semaglutide e tirzepatide ai pazienti con forme più gravi di obesità, attraverso criteri clinici rigorosi e un percorso prescrittivo affidato a centri specialistici dedicati.
Una scelta che arriva a pochi mesi da un altro importante passaggio sul fronte italiano: l’approvazione della legge 149 del 2025, che ha riconosciuto l’obesità come malattia (cronica, progressiva e recidivante).
La Francia apre alla rimborsabilità dei farmaci anti-obesità
Il nuovo modello adottato dalla Francia prevede l’accesso alle terapie innovative soltanto per i pazienti con forme severe della malattia e all’interno di percorsi specialistici strutturati.
L’obiettivo è garantire un utilizzo appropriato delle risorse sanitarie, riservando il trattamento farmacologico ai soggetti che presentano il maggior rischio di complicanze e che possono ottenere il beneficio clinico più significativo.
La decisione rappresenta uno dei primi esempi in Europa di integrazione delle nuove terapie anti-obesità nei sistemi pubblici di rimborso e potrebbe diventare un punto di riferimento per altri Paesi chiamati a confrontarsi con la crescente diffusione della malattia.
La Sio chiede una riflessione anche in Italia
Proprio mentre la Francia si prepara all’introduzione del rimborso, la Società italiana dell’obesità (Sio) ha inviato una lettera alle principali istituzioni politiche e sanitarie italiane, alle società scientifiche e alle associazioni dei pazienti.
L’obiettivo è avviare un confronto sulle modalità con cui garantire anche nel nostro Paese un accesso appropriato e sostenibile ai trattamenti innovativi destinati alle persone con obesità severa.
“La scelta della Francia merita grande attenzione perché riconosce il valore delle nuove terapie nei pazienti con obesità più grave e le inserisce all’interno di un percorso specialistico strutturato”, afferma Silvio Buscemi, presidente della Sio.
Secondo Buscemi, il trattamento farmacologico rappresenta oggi una componente fondamentale della gestione dell’obesità, accanto agli interventi nutrizionali, alla modifica degli stili di vita, al supporto psicologico e, nei casi indicati, alla chirurgia bariatrica.
Obesità, nuove terapie e benefici clinici
Negli ultimi anni l’arrivo di nuove opzioni terapeutiche ha cambiato radicalmente le prospettive di cura dell’obesità.
“Le evidenze scientifiche dimostrano in modo inequivocabile che questi trattamenti non consentono soltanto una significativa riduzione del peso corporeo, ma contribuiscono anche a migliorare numerose complicanze associate all’obesità”, sottolinea Buscemi, che è ordinario di nutrizione clinica all’Università di Palermo.
Tra le principali condizioni correlate figurano il diabete di tipo 2, le malattie cardiovascolari, le patologie renali ed epatiche, la sindrome delle apnee ostruttive del sonno e numerose altre comorbidità che incidono sulla qualità e sull’aspettativa di vita dei pazienti.
Le nuove terapie farmacologiche sono quindi sempre più considerate uno strumento clinico in grado di agire non solo sul peso corporeo, ma anche sul rischio complessivo associato alla malattia.
Il nodo dell’accesso alle cure
Secondo la Sio, uno dei principali problemi riguarda oggi l’accessibilità ai trattamenti.
Molti pazienti che avrebbero un’indicazione clinica appropriata non riescono infatti a beneficiare delle terapie disponibili per ragioni economiche, con il rischio di ampliare le disuguaglianze sanitarie e sociali.
Per questo motivo la Sio ha predisposto un documento tecnico indirizzato alle istituzioni nazionali, nel quale vengono proposti criteri analoghi a quelli adottati dalla Francia per valutare un percorso progressivo di accesso ai farmaci innovativi per le persone con obesità severa e ad alto rischio di complicanze.
Dalla Legge 149 alla sfida della rimborsabilità
Per la comunità scientifica, il passo successivo all’approvazione di una legge riguarda la costruzione di percorsi assistenziali coerenti con questo riconoscimento. Compresa la valutazione delle modalità di accesso alle terapie farmacologiche innovative.
La Sio ha confermato la propria disponibilità a collaborare con Governo, Parlamento, Regioni, Aifa, Istituto superiore di sanità e Consiglio superiore di sanità per individuare soluzioni sostenibili che consentano di conciliare appropriatezza prescrittiva, equità di accesso e sostenibilità economica del sistema sanitario.


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