Pay back: l’avviso degli economisti di Reforming.it, “non è un feticcio che sana ogni problema”

Pubblicato il: 21 Luglio 2015|

“L’affermazione tout court che il pay-back italiano sia una tassa occulta sull’innovazione farmaceutica condotta in Italia è opinabile e si presta a funzionare come facile slogan per evitare di affrontare snodi di policy più complessi”. Questa la tesi sostenuta  in  una nota (Pay-Back e R&D in Farmaceutica – Un punto di vista scettico) appena diffusa da Reforming. it – osservatorio di economia applicata, con l’occhio attento  ai processi di riforma strutturale (mercati, welfare, Istituzioni) – che prende per le corna quelli che definisce “due luoghi comuni molto forti che popolano il dibattito sulla farmaceutica in Italia”: “il pay-back e, più in generale, i controlli sulla spesa allontanano investimenti in capacità produttiva e in R&D dall’Italia; il pay-back è strumento di governance inadatto e fonte delle distorsioni, soprattutto quello in fascia “H” che ha assunto ormai proporzioni macroscopiche rispetto al tetto di spesa da rispettare”.
“In realtà il pay-back non è la causa della cattiva governance, ma semmai è il “termometro” che misura le conseguenze delle mancate riforme” – sostengono gli economicti di Reforming.it. – “Se la produzione e la distribuzione dei farmaci di fascia “A” fossero pienamente efficientate, altre quote di risorse (all’interno dell’attuale tetto di fascia “A”) potrebbero essere spostate in fascia “H”
come già avvenuto negli scorsi anni. Se, parallelamente, il procurement in fascia “H” fosse ottimizzato, se ne avvantaggerebbe il
controllo strutturale della spesa ante attivazione del pay-back”.
Ed ecco in sintesi le riforme auspicate: per la Fascia A – dicono – servirebbe una riforma definitiva della distribuzione al dettaglio, con rimozione della pianta organica, creazione di catene senza limiti, possibilità di incorporation e liberalizzazione dei margini di ricavo a
partire da un prezzo massimo al consumo; per la Fascia H, invece, servirebbe l’ottimizzazione del procurement con la creazione di una Centrale Unificata di acquisto dei farmaci “H”, pronta a raccogliere tempestivamente le esigenze di Ao/Asl e rivolgerle al
mercato con minori costi di intermediazione, meno burocrazia, meno opacità e miglior bilanciamento dei poteri contrattuali.
Sempre in tema di rifome  – richieste o auspicate – gli autori riflettono anche su altri due spetti da non trascurare:
1. “Chiedere di esentare dal pay-back per un periodo sufficientemente lungo (sicuramente più dei 2/3 anni oggi previsti in Italia) i prodotti innovativi, per premiare gli sforzi di R&D, dovrebbe sempre accompagnarsi alle domande: l’R&D incorporata nei prodotti innovativi da esentare dove è stata sviluppata? e, soprattutto, i futuri progetti di R&D quali sono, dove saranno condotti e dove e quando ci sarà il corrispondente sforzo di investimento?”;
2.” nel confronto internazionale, l’Italia abbia una penetrazione degli equivalenti economici nettamente inferiore ai Paesi direttamente comparabili e oltretutto sotto l’apparente virtuosità di prezzi medi inferiori agli altri Paesi, in Italia i prezzi degli equivalenti economici off-patent si stabilizzano a un livello significativamente superiore che altrove e lì restino fermi per lunghi periodi”.
Insomma sono le mancate riforme “i veri nemici della stabilità finanziaria e dell’innovazione” – prosegue la nota – sottolineando che “la
maggior spesa (rispetto al benchmark di piena efficienza) è fatta di risorse che potrebbero andare a ridurre i ripiani del pay-back in fascia “H” o a finanziare, anno per anno, programmi di investimento e di R&D in Italia che siano ben individuati, destinati a operatori selezionati (imprese, partnership, centri studi pubblici e privati, etc.) e verificabili nell’effettivo utilizzo e nei risultati. Un allentamento tout court del pay-back, invece, distribuirebbe risorse “a pioggia” senza alcuna certezza che le stesse alimentino investimenti in Italia”.
Concludendo: “Il pay back è una valvola di sfogo per le riforme strutturali che languono. Le imprese farmaceutiche sono disposte ad accettare questa sfida per l’Italia?”.
PAYBACKandINNOVATION

Tag: benchmark / pay-back /

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