Se la legge prolunga la durata dei brevetti

Se la legge prolunga la durata dei brevetti
Pubblicato il: 4 Aprile 2013|

 

Diversi Paesi, in tutto il mondo, stanno tentando di risparmiare risorse attraverso una legislazione più accorta e restrittiva sulla copertura brevettuale riconosciuta ai farmaci. La sentenza Glivec della Corte Suprema indiana – che ha rifiutato di riconoscere a Novartis la brevettabilità dell’aggiornamento della versione “griffata” di imatinib – può essere inscritta in questa tendenza.

In direzione del tutto opposta si è invece mossa l’Australia, le cui riforme sul terreno del ‘Patent Law’ sono in questi giorni al vaglio di una commissione governativa. Il report, stilato dalla commissione, non sta lesinando critiche alle scelte operate di recente: prolungare la durata dei brevetti sui farmaci, da 14 a 20 anni, è costato miliardi di dollari al Sistema sanitario australiano.

L’analisi del panel di nomina governativa, pubblicata questa settimana, denuncia pure che nel siglare l’accordo di libero mercato con gli Stati Uniti (Australia-US Free Trade Agreement, Ausfta), l’Australia ha accettato di riservarsi un’ulteriore estensione della durata dei brevetti sui farmaci, al di là dei 20 anni previsti dalla Legge, “senza considerare adeguatamente  – tuona il Pharmaceutical Patents Review Panel – se queste misure fossero prese nell’effettivo interesse economico del Paese”.

 

La patent extension – riconosce la commissione governativa – avrebbe dovuto incoraggiare lo sviluppo del settore farmaceutico in Australia. Ma la nuova legge, facendo sì che il 70% dei brevetti sia destinato a scadere in Australia più tardi che in ogni altra nazione al mondo, ha di fatto tagliato le gambe allo sviluppo dell’industria dell’equivalente nel Paese.

Il report stima che alle aziende attive nel settore dei farmaci generici in Australia siano state strappate opportunità di espansione e di sviluppo per un valore di circa 2 miliardi di dollari in 8 anni. In più, come prevedibile, il ritardato ingresso dei generici nelle liste di rimborso del Sistema sanitario sta costando al Paese circa 200 milioni di dollari l’anno.

 

La critica più radicale, da parte della commissione governativa, alle scelte effettuate in passato, sta tutta in questa considerazione, riportata testualmente dal sito d’informazione britannico Pharma Times : “È difficile comprendere perché mai, nelle previsioni del legislatore, la concessione di un prolungamento della durata dei brevetti avrebbe dovuto indurre le aziende farmaceutiche a investire in Australia in Ricerca & Sviluppo. Ben altri fattori – chiosa il report – influenzano le scelte sull’allocazione delle risorse in R&D da parte delle aziende: soprattutto i costi e le competenze scientifiche disponibili nel Paese”.

Significativa anche la soluzione, proposta dalla commissione, per arginare gli effetti economici del prolungamento dei brevetti sui farmaci: “Ridurre l’estensione della durata dei brevetti e usare parte dei risparmi, generati da questa operazione, per finanziare la ricerca attraverso sussidi diretti”.

Tag: Australia / brevetti / Commissione / farmaci / Legge / report / trend di mercato /

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