Rapporto Ecdc-Oms 2020-2022: in Ue la resistenza antimicrobica è una grave minaccia per la salute

Pubblicato il: 27 Gennaio 2022|

La resistenza antimicrobica (Amr) è una sfida globale e una priorità per l’Unione europea. Lo ribadisce con forza il primo rapporto sulla sorveglianza della resistenza antimicrobica in Europa, pubblicato congiuntamente dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e dall’Ufficio regionale Oms per l’Europa, fornendo una panoramica paneuropea della situazione Amr con dati del 2020. Ogni anno, si legge nel report, sono oltre 670 mila le infezioni dovute ai batteri resistenti agli antibiotici nell’Ue e nello Spazio economico europeo (See) e circa 33 mila persone muoiono per diretta conseguenza. Il carico sanitario è paragonabile a quello dell’influenza, della tubercolosi e dell’Hiv/Aids messi insieme.

Il rapporto Ecdc e Oms

Il rapporto presenta una panoramica regionale all’interno dei Paesi dell’Ue e del See con mappe a semaforo per identificare la priorità nelle combinazioni organismo-farmaco di rilevanza per la salute pubblica, nonché 42 profili di Paesi e aree. Un passo importante verso l’armonizzazione della situazione Amr nella regione europea.

Alte percentuali di Amr in Europa

I risultati presentati nel rapporto mostrano chiaramente che la resistenza antimicrobica è diffusa nella regione europea dell’Oms, sebbene una valutazione dell’effettiva entità rimanga difficile in alcuni contesti. Ci sono elevate percentuali di resistenza alle cefalosporine di terza generazione e ai carbapenemi in K. pneumoniae e alte percentuali di Acinetobacter spp carbapenemi-resistenti che destano preoccupazione in diversi Paesi. Il report sottolinea come questi dati facciano ipotizzare la diffusione di cloni resistenti nelle strutture sanitarie e indicano le gravi limitazioni nelle opzioni di trattamento per i pazienti con infezioni causate da questi agenti patogeni. La resistenza agli antibiotici di ultima linea, come la vancomicina e quelli del gruppo dei carbapenemi, infatti, porta spesso a esiti fatali e compromette anche l’efficacia di interventi medici salvavita come il trattamento del cancro e il trapianto di organi.

Azione coordinata Ue e Oms

Serve un’azione coordinata per combattere la resistenza antimicrobica in tutta la regione europea dell’Oms, poiché i batteri resistenti non possono essere contenuti all’interno dei confini nazionali. Per questo motivo, suggerisce il report Ecdc e Oms, sono necessari solidi investimenti per affrontare in maniera uniforme il problema dell’Amr che ha un impatto molto grande sulla salute pubblica e sulla spesa sanitaria.

Una grande minaccia per la salute pubblica

“La resistenza antimicrobica (Amr) – scrive nella prefazione del report Hans Henri P. Kluge, direttore regionale per l’Europa dell’Oms – sta minacciando la vita e mezzi di sussistenza in tutto il mondo. Nonostante i significativi progressi, a più di cinque anni dal lancio dell’Azione globale sull’Amr e oltre 10 anni dopo il Piano d’azione strategico europeo sulla resistenza agli antibiotici, molti degli obiettivi richiedono ancora la nostra attenzione e il nostro impegno. Ciò è in parte dovuto agli effetti dirompenti della pandemia di Covid19 sui sistemi sanitari e sui servizi nella Regione europea dell’Oms. Bisogna aumentare gli sforzi per contrastare l’Amr come priorità a livello regionale, ed è parte integrante del Programma di lavoro europeo Oms (2020-2025) e dell’attuazione del Tredicesimo programma generale di lavoro Oms (2019–2023). Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) è un partner naturale per l’Ufficio regionale dell’Oms per l’Europa, perché entrambe le organizzazioni svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione e nel superamento delle minacce per la salute in Europa, attraverso i loro mandati complementari, e in passato la collaborazione ha funzionato”.

La rete Caesar

Il direttore regionale per l’Europa dell’Oms ha anche ricordato che da quando la rete Caesar (Central asian and european surveillance of antimicrobial resistance) è stata fondata dall’Ufficio regionale dell’Oms per l’Europa e dai suoi partner nel 2012, ha cercato di colmare il divario di dati per l’Amr e di collocarli su carta geografica. Oggi la rete Caesar comprende 20 Stati e i dati di sorveglianza Amr sono riportati annualmente da 12 paesi, portando il numero totale dei membri europei che segnalano la sorveglianza Amr a livello internazionale a 42 su 53.

Tag: AMR / antibiotico-resistenza / ecdc / Oms / resistenza antimicrobica /

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