Life Sciences: un sistema da 273 miliardi che ha bisogno di connessioni

Nel panorama economico e industriale attuale, l’isolamento costituisce il primo reale limite alla crescita. Il settore delle scienze della vita ne è la dimostrazione: solo in Italia, rappresenta un comparto capace di generare un fatturato complessivo di 273 miliardi di euro, incidendo per il 12% sul Pil e dando lavoro a oltre due milioni di persone considerando l’intero indotto. I numeri fanno sì che sia uno dei pilastri della manifattura italiana, ma il vero valore strategico del settore risiede nella capacità di stringere connessioni e superare le barriere geografiche e disciplinari.
Per mantenere l’eccellenza raggiunta, le imprese impegnate devono espandere i propri orizzonti oltre i confini nazionali. È proprio questo il filo conduttore dell’evento Meet in Italy, promosso dal cluster tecnologico nazionale Alisei e coordinato con dodici istituzioni, tra cui Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e Agenzia Ice per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione, in calendario a Roma il 13 e il 14 ottobre. L’iniziativa mira a creare una piattaforma di incontro dinamica tra il mondo della ricerca, il tessuto imprenditoriale e i rappresentanti delle istituzioni.
Dalla rete locale alle alleanze globali: l’ecosistema aperto
La connessione rappresenta l’elemento cardine per far evolvere la struttura industriale italiana da un modello chiuso, destinato all’implosione per difesa dei propri confini, a un ecosistema aperto in grado di costruire ponti verso l’esterno. Alessandra Gelera, presidente del cluster Alisei, ha sottolineato come la vera missione di un cluster sia mettere in rete le singole realtà per trasformare le competenze individuali in un valore collettivo ad alto impatto.
“Fare clustering significa creare connessioni tra i nostri spoke territoriali, istituzioni, professionisti e imprese, condividere infrastrutture e conoscenze, accelerare il trasferimento tecnologico e aiutare le idee migliori a trovare i partner giusti per crescere”.
Il valore della ricerca viene ricordato da Andrea Lenzi, presidente del Cnr (nella foto). “La ricerca è il punto di partenza imprescindibile dell’innovazione, un patrimonio di conoscenze, abilità e competenze che permette di generare nuove soluzioni e trasformarle in valore e impatto per la società”.
Nuove connessioni e attrattività per i capitali esteri
Sul piano finanziario, il comparto gioca un ruolo cruciale nel bilanciare il commercio internazionale dell’Italia, grazie a un volume di esportazioni che supera i 70 miliardi di euro, di cui 50 appartenenti al solo settore farmaceutico. Come ricordato da Lorenzo Galanti, direttore generale dell’Agenzia Ice, “l’Italia sta dimostrando una forte attrattività verso i grandi fondi d’investimento esteri, che cercano nei nostri hub tecnologici competenze specialistiche e interlocutori istituzionali affidabili”.
Il paziente al centro e il supporto alle nuove idee
Accanto all’internazionalizzazione, l’altro grande snodo strategico riguarda l’impatto reale dell’innovazione sulla vita delle persone e sull’organizzazione della sanità. Per Mario Alparone, direttore generale di Finpiemonte e membro del Cts del cluster Alisei, la centralità del paziente richiede una profonda riorganizzazione dell’assistenza territoriale che garantisca sostenibilità finanziaria e prossimità delle cure. “L’integrazione dei percorsi assistenziali clinici c– ha detto – con il supporto delle finanziarie regionali permette di trasformare le idee innovative e la ricerca scientifica in nuove startup e realtà industriali competitive, consolidando una filiera che si conferma tra i principali motori di sviluppo per il futuro del Paese”.


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