Tassa extraprofitti, Cattani (Farmindustria): “È inappropriato. Siamo un pilastro per la salute”

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Pubblicato il: 6 Settembre 2022|

La battaglia contro il caro energia e l’inflazione ha infiammato e continua ad infiammare la campagna elettorale, con i partiti schierati su più fronti per avanzare proposte che permettano di recuperare risorse finanziarie pubbliche da redistribuire a chi non riesce ad arrivare a fine mese. Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, risponde all’idea avanzata dal segretario della Cgil, Maurizio Landini, e appoggiata anche dal leader del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, di tassare gli extraprofitti di società che hanno guadagnato di più durante la pandemia, come quelle farmaceutiche, dicendo che si tratta di una misura fondata su pregiudizio ideologico. “È quanto mai non veritiero e inappropriato parlare di extraprofitti di un settore che nel nostro Paese è un pilastro essenziale per la salute dei cittadini, l’economia e l’occupazione, cresciuta in questi anni di crisi molto più della media (9% negli ultimi 5 anni rispetto all’1% della media)”.

Investimenti durante la pandemia

“Da diversi giorni si sente incredibilmente parlare dell’urgenza di tassare gli extraprofitti presunti dell’industria farmaceutica. Le nostre imprese in questi anni così difficili – ribadisce Cattani – hanno sempre dato il massimo per garantire la disponibilità dei farmaci ai cittadini. Non hanno mai fermato la produzione cambiando addirittura, spesso repentinamente, le linee produttive per evitare carenze di medicinali.  È così che è stata assicurata la continuità delle cure ai pazienti. E anche in Italia, vero e proprio hub farmaceutico in Europa, sono state sempre in prima linea nella lotta contro il Covid, nella ricerca e nella produzione di vaccini e di terapie specifiche che hanno salvato milioni di vite. Contribuendo poi con donazioni, di circa 42 milioni di euro totali, compresi i farmaci e i beni (respiratori, dispositivi di protezione individuale, mascherine, gel disinfettante)”.

Centralità del ruolo del pharma

Il presidente di Farmindustria insiste sulla centralità del ruolo del settore pharma durante la pandemia che ha permesso di evitare il peggio in termini di vite umane e di costi sociali ed economici. “Nel solo 2020  – continua – il lockdown è costato al Paese tredici miliardi di euro al mese di indebitamento pubblico. Vaccinazioni e farmaci hanno evitato che continuasse a crescere. Risultati ottenuti grazie alla partnership aperta e costruttiva con le Istituzioni e le Autorità sanitarie. Il nostro settore si confronta oggi in Italia con aumenti dei costi dell’energia del 600% rispetto a un anno fa, con un’inflazione di addirittura l’8,4% e con prezzi al consumo dei farmaci con prescrizione scesi dell’1%. Senza dimenticare la svalutazione dell’euro rispetto al dollaro, valuta con la quale si pagano i principi attivi che provengono per l’80% da Cina e India. E se di tassazione si deve parlare, ricordiamo quella che deriva dal cosiddetto payback, il ripiano dello sfondamento dei tetti di spesa farmaceutica pubblica palesemente sottostimati, costato sinora miliardi di euro alle imprese. L’industria farmaceutica non trasferisce sui prezzi finali, che sono negoziati e amministrati, l’aumento di questi costi”.

Competitività dell’Italia

Marcello Cattani conclude sottolineando l’importanza di continuare a sostenere il settore e incentivare gli investimenti per garantire competitività a livello mondiale al nostro Paese: “Vogliamo continuare a credere e investire nel Paese con l’impegno di un settore che cresce molto sui mercati esteri e che è il primo al mondo per investimenti in ricerca e innovazione. Lasciatecelo fare senza pregiudizi ideologici”.

Tag: farmindustria / giuseppe conte / marcello cattani / maurizio landini / tassa extraprofitti /

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