Tetti di spesa, Farmindustria contro la revisione vincolata al payback

Pubblicato il: 4 Dicembre 2020|

“Irricevibile”. Usa questo aggettivo Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, per bocciare il comma della legge di Bilancio 2021 che subordina la revisione dei tetti della spesa farmaceutica alla chiusura della partita sul payback, il meccanismo di ripiano degli sforamenti a carico delle imprese oggetto di lunghi contenziosi in questi anni.

“Puntare sulla farmaceutica”, ma solo a parole

“La farmaceutica – dice Scaccabarozzi, intervenendo all’Healthcare Summit del Sole 24 ore – ce l’ha messa tutta durante pandemia tutti dicono che è un settore su cui puntare, ma nei fatti non lo si fa. Lo abbiamo visto con la legge di Bilancio: è stato previsto l’inserimento dell’equilibrio dei tetti della spesa farmaceutica di fatto lo si rende inapplicabile, con un comma di dubbia legittimità, che lo sottopone al pagamento del payback del 2018”.

La revisione dei tetti

Secondo le stime dell’Ufficio parlamentare di Bilancio, con la manovra le aziende recupererebbero circa 470 milioni di euro, una fetta di spesa farmaceutica che resterà a carico delle Regioni. La rimodulazione dei tetti prevede di incrementare quello degli acquisti diretti (ex ospedaliera) dal 6,89 al 7,55 per cento del fabbisogno sanitario nazionale (incluso lo 0,2 per cento relativo ai gas medicinali). Allo stesso tempo, viene ridotto quello sugli acquisti nelle farmacie convenzionate (dal 7,96 al 7,3 per cento), così da lasciare invariato il tetto complessivo (14,85 per cento). L’attuazione della modifica dei tetti per il 2021 è subordinata al pagamento del payback 2018 entro il 31 gennaio 2021 come certificato dall’Aifa entro il 10 febbraio 2021.

“Numeri sballati”

“Vincolare l’intervento sulla rimodulazione dei tetti della spesa farmaceutica alla chiusura della partita sul payback pregresso è irricevibile, anche perché ci sono numeri sballati, come sempre”, incalza Scaccabarozzi, che poi rivendica l’impegno dell’industria del farmaco durante l’emergenza Coronavirus: “Non abbiamo mai fatto ricorso ad ammortizzatori, mai fatto venir meno i farmaci, non abbiamo mai smesso di fare ricerca. Abbiamo fatto 25 milioni di donazioni di farmaci e 30 milioni di donazioni di dispositivi. Alcune aziende hanno modificato le linee di produzione per mettere a disposizione gel disinfettanti gratuitamente. Il 72% – conclude il numero uno di Farmindustria – si è impegnato a mettere a disposizione la consegna di farmaci a casa”.

Tag: farmindustria / legge di bilancio / manovra / payback / Scaccabarozzi / tetti di spesa /

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Tetti di spesa, Farmindustria contro la revisione vincolata al payback

Pubblicato il: 4 Dicembre 2020|

“Irricevibile”. Usa questo aggettivo Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, per bocciare il comma della legge di Bilancio 2021 che subordina la revisione dei tetti della spesa farmaceutica alla chiusura della partita sul payback, il meccanismo di ripiano degli sforamenti a carico delle imprese oggetto di lunghi contenziosi in questi anni.

“Puntare sulla farmaceutica”, ma solo a parole

“La farmaceutica – dice Scaccabarozzi, intervenendo all’Healthcare Summit del Sole 24 ore – ce l’ha messa tutta durante pandemia tutti dicono che è un settore su cui puntare, ma nei fatti non lo si fa. Lo abbiamo visto con la legge di Bilancio: è stato previsto l’inserimento dell’equilibrio dei tetti della spesa farmaceutica di fatto lo si rende inapplicabile, con un comma di dubbia legittimità, che lo sottopone al pagamento del payback del 2018”.

La revisione dei tetti

Secondo le stime dell’Ufficio parlamentare di Bilancio, con la manovra le aziende recupererebbero circa 470 milioni di euro, una fetta di spesa farmaceutica che resterà a carico delle Regioni. La rimodulazione dei tetti prevede di incrementare quello degli acquisti diretti (ex ospedaliera) dal 6,89 al 7,55 per cento del fabbisogno sanitario nazionale (incluso lo 0,2 per cento relativo ai gas medicinali). Allo stesso tempo, viene ridotto quello sugli acquisti nelle farmacie convenzionate (dal 7,96 al 7,3 per cento), così da lasciare invariato il tetto complessivo (14,85 per cento). L’attuazione della modifica dei tetti per il 2021 è subordinata al pagamento del payback 2018 entro il 31 gennaio 2021 come certificato dall’Aifa entro il 10 febbraio 2021.

“Numeri sballati”

“Vincolare l’intervento sulla rimodulazione dei tetti della spesa farmaceutica alla chiusura della partita sul payback pregresso è irricevibile, anche perché ci sono numeri sballati, come sempre”, incalza Scaccabarozzi, che poi rivendica l’impegno dell’industria del farmaco durante l’emergenza Coronavirus: “Non abbiamo mai fatto ricorso ad ammortizzatori, mai fatto venir meno i farmaci, non abbiamo mai smesso di fare ricerca. Abbiamo fatto 25 milioni di donazioni di farmaci e 30 milioni di donazioni di dispositivi. Alcune aziende hanno modificato le linee di produzione per mettere a disposizione gel disinfettanti gratuitamente. Il 72% – conclude il numero uno di Farmindustria – si è impegnato a mettere a disposizione la consegna di farmaci a casa”.

Tag: farmindustria / legge di bilancio / manovra / payback / Scaccabarozzi / tetti di spesa /

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