Tetti farmaceutica, le Regioni: vincolare l’aumento al saldo del payback 2019

Pubblicato il: 16 Dicembre 2021|

L’aumento del tetto per la spesa farmaceutica sia vincolato al versamento integrale del payback 2019. Lo chiedono le Regioni, in un documento che riassume le proposte al Governo per la legge di Bilancio 2022. Il payback è il meccanismo di ripiano, a carico dell’industria farmaceutica, dello sforamento dei tetti di spesa, oggetto in questi anni di lunghi contenziosi.

I nuovi tetti

Con l’articolo 96 della manovra, salvo modifiche parlamentari, il tetto complessivo della spesa farmaceutica pubblica passerà dal 14,85% al 15% del Fondo sanitario nazionale per il 2022, al 15,15% per il 2023 e al 15,3% per il 2023. Il tetto di spesa per acquisti diretti (che include i farmaci usati dagli ospedali e quelli di classe A distribuiti da Asl e presidi) passerà dall’attuale 7,65% del totale del Fsn all’8% per il 2022. Poi nel 2023 l’asticella salirà all’8,15% e all’8,3% nel 2024. Nessuna novità per il valore (0,2%) del tetto per acquisti diretti di gas medicinali. Resta invariato anche il tetto per la spesa farmaceutica convenzionata, cioè quella per i farmaci acquistati sul territorio in farmaci: continuerà a rappresenterà il 7% del totale. Secondo la relazione tecnica allegata alla legge di Bilancio, l’incremento del tetto genererà un aumento della spesa di circa 185 milioni di euro nel 2022, 375 milioni nel 2023 e 575 milioni di euro nel 2024.

La modifica chiesta dalle Regioni

Nella manovra la revisione dei tetti viene subordinata “all’aggiornamento annuale da parte dell’Aifa dell’elenco dei farmaci rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale, sulla base dei criteri di costo e di efficacia e all’allineamento dei prezzi dei farmaci terapeuticamente sovrapponibili, nel rispetto dei criteri determinati da Aifa previo parere della Cts, da effettuarsi entro il 30 novembre dell’anno precedente a quello di riferimento”.

Le Regioni chiedono di modificare l’articolo 96 della legge di Bilancio vincolando la revisione dei tetti anche “al pagamento integrale da parte delle aziende farmaceutiche degli oneri di ripiano relativi al superamento del tetto degli acquisti diretti della spesa farmaceutica del Servizio sanitario nazionale dell’anno 2019 entro il 31 gennaio 2022, come certificato dall’Aifa entro il 10 febbraio 2022. I pagamenti effettuati a titolo di payback 2019 si intendono corrisposti a titolo definitivo e ne consegue l’estinzione di diritto, per cessata materia del contendere, spese compensate, delle liti pendenti dinanzi al giudice amministrativo”. Il payback 2019 ammontava a circa 1,3 miliardi di euro. A metà ottobre Aifa ha riferito che solo il 74% dell’importo totale era già stato versato.

IL DOCUMENTO

 

Tag: legge di bilancio 2022 / manovra / payback / Regioni /

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