Tubercolosi: necessaria una rete per il monitoraggio dei casi di infezione latente

Tubercolosi monitoraggio infezione latente
Pubblicato il: 25 Settembre 2024|

Il contrasto alla diffusione delle infezioni di Tbc passa anche attraverso l’avvio di programmi di sorveglianza anche dei casi di infezione latente. Oggi non esiste un registro che raccolga le notifiche da parte delle strutture locali e dal ministero della Sanità, ma si tratta di un mezzo che può aumentare la consapevolezza dei cittadini sulla possibile contrazione dell’infezione e permettere al sistema sanitario regionale e nazionale di monitorare e prevenire possibili incrementi della malattia.

È  quanto emerso a Milano nel corso dell’incontro Tubercolosi 2024: un’agenda per la prevenzione e il trattamento, seconda tappa dedicata alla tubercolosi nell’ambito della campagna Diagnostica e Prevenzione: medicina, istituzioni, impresa, insieme per la salute dei cittadini, ideata in partnership da Amcli Ets (Associazione Microbiologi Clinici Italiani), Cittadinanzattiva, Federchimica Assobiotec e Diasorin con l’obiettivo di informare e sensibilizzare i cittadini su problematiche di carattere infettivologico, causa di gravi effetti sulla salute.

Obiettivo di eradicazione lontano

Sebbene nei Paesi Occidentali la tubercolosi sia ormai considerata sotto controllo, nuovi casi continuano a essere registrati ogni anno, impedendo così di raggiungere l’obiettivo di eliminare la malattia entro il 2035. Con la progressiva intensificazione di spostamenti in parti del mondo ad alta incidenza, la tubercolosi è tornata a costituire un’emergenza presso le popolazioni fragili, tra cui soggetti migranti, pazienti immunodepressi, e contesti di convivenza stretta come rifugi per senzatetto e carceri. La tubercolosi è la seconda causa più frequente di morte per singolo agente infettivo al mondo dopo il Covid. Dal 2025 questa infezione potrebbe diventare la principale causa di decesso per singolo agente infettivo.

 L’epidemiologia in Italia e Eu

Secondo lo European centre for disease prevention and control (Ecdc) e l’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel 2022 (ultimi dati ufficiali disponibili) nelle nazioni europee dell’Oms sono stati notificati poco più di 170.000 casi di tubercolosi, con un leggero aumento rispetto al 2021. Nonostante i notevoli progressi raggiunti nella lotta alla tubercolosi, rimangono da affrontare diverse sfide per raggiungere l’obiettivo di eliminare questa malattia.

In Italia i casi stimati sulla base delle notifiche sono meno di 3000 l’anno dal 2020. Nel 2021 sono stati notificati 2480 casi. Secondo gli ultimi dati disponibili (31 agosto 2024) raccolti dal sistema di sorveglianza delle malattie infettive di Regione Lombardia, nel corso del 2023 sono stati 533 i casi di TB attiva, mentre al 31 agosto 2024, erano 281.  Nonostante i casi di malattia attiva sembrino relativamente contenuti, il vero problema è il sommerso dei casi di infezione latente non rilevata, i quali costituiscono un bacino di riattivazione della patologia.

 Agire d’anticipo

Lo screening per individuare i soggetti con infezione e il loro trattamento è nei paesi a bassa incidenza come l’Italia lo strumento fondamentale per l’eradicazione della Tbc, come detta la strategia dell’Oms per l’eliminazione della patologia.

“Abbiamo la percezione che la tubercolosi sia principalmente legata all’immigrazione” sottolinea Daniela Maria Cirillo, Capo Unità dell’Unità Patogeni Batterici Emergenti Ospedale San Raffaele di Milano. “Tuttavia, i migranti di solito non arrivano con la malattia già manifesta, ma con l’infezione latente, provenendo da Paesi ad alta incidenza. Spesso, la malattia si sviluppa e diffonde in Italia per le condizioni drammatiche in cui si trovano. La tubercolosi circola però anche tra gli italiani e quindi è molto importante cercare di sensibilizzare la popolazione al fine di una pronta diagnosi in tutti e un’efficace prevenzione”

 Le azioni per contrastare la Tbc

“L’Italia è definita dall’Oms un Paese a ‘bassa endemia’ per la tubercolosi, con 2.439 casi notificati nel 2022, pari a un tasso di 4,1 per 100.000 abitanti” aggiunge Monica Sane Schepisi, Dirigente Medico Direzione Generale Prevenzione Sanitaria, Ministero della Salute. “La maggior parte dei casi riguarda la Tcb polmonare (69%). I nati all’estero mostrano percentuali superiori rispetto ai nati in Italia. Miriamo a raggiungere gli obiettivi della strategia ‘End TB’ con la fase di pre-eliminazione (meno di 10 casi per milione entro il 2035) e l’eliminazione (meno di 1 caso per milione entro il 2050). Gli sforzi includono il miglioramento delle cure, della gestione dei casi e dell’accesso ai servizi sanitari per tutta la popolazione, con un’attenzione particolare alla prevenzione e al controllo, anche in collaborazione con enti pubblici e del terzo settore”.

Tag: amcli / associazione microbiologi clinici italiani / Cittadinanzattiva / DiaSorin / Federchimica-Assobiotec / tubercolosi /

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