Tumori pediatrici, Fondazione Airc investe 8,5 milioni di euro per la cura dei piccoli pazienti

Pubblicato il: 14 Febbraio 2022|

“I tumori dei bambini sono ‘macchine’ che funzionano diversamente da quelle degli adulti e, soprattutto, la ricerca pediatrica per sua natura deve prestare molta più attenzione alla vita che attende i pazienti per anni e anni a venire” spiega Maura Massimino, ricercatrice Airc, specialista in ematologia e in pediatria che dirige la Divisione di oncologia pediatrica dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano. I pazienti pediatrici in molti casi avranno infatti 70 o anche 80 anni da vivere dopo la guarigione, e di questa aspettativa di vita bisogna tener conto nella scelta delle cure.

I numeri dei tumori pediatrici

Ogni anno in Italia circa 1.400 bambini e ragazzi di meno di 14 anni sono colpiti dal cancro, mentre tra gli adolescenti dai 15 ai 19 anni i casi stimati sono circa 900. Complessivamente i tumori pediatrici costituiscono circa l’1% di tutte le neoplasie, mentre la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi supera l’80% per le leucemie e si aggira attorno al 70% per i tumori solidi secondo i dati di Airtum, Associazione italiana registri tumori.

Nella giornata mondiale contro il cancro infantile, il 15 febbraio, Airc ricorda alcuni dei progetti sostenuti dalla Fondazione in tale ambito (uno per modulare l’effetto della radioterapia e l’altro sul ruolo della genetica nello studio dei sarcomi delle ossa) mentre Fondazione Soleterre, che ha un’esperienza ventennale nelle oncologie pediatriche di sei Paesi del mondo, ribadisce l’importanza di affiancare alle cure mediche il supporto psicologico come fattore protettivo dell’insorgenza di disagio psichico durante il percorso di cure e anche dopo la guarigione.

Farmaci per modulare l’effetto della radioterapia

Tra tutti i tumori infantili infatti una percentuale non risponde adeguatamente ai farmaci e neppure alla radioterapia. Per far fronte al problema Francesco Marampon, medico e ricercatore dell’Università “La Sapienza” di Roma sta conducendo una ricerca sostenuta da Airc, su potenziali farmaci radiosensibilizzanti, ovvero in grado di agire selettivamente sulle cellule tumorali e di renderle più vulnerabili alle radiazioni.  Lo scopo è ottenere un miglioramento del controllo del tumore con dosi inferiori di raggi, e quindi minore rischio di tossicità.

“La radiobiologia è una disciplina ancora di nicchia ma promettente”, spiega Marampon. “Una delle scommesse è riuscire a modulare l’uso delle radiazioni in modo da attivare anche la risposta del sistema immunitario contro i tumori cosiddetti ‘freddi’, cioè i tumori contro i quali normalmente le nostre difese non reagiscono. La ricerca è per ora in fase preliminare, ma se l’approccio si dimostrerà efficace la tecnica potrà portare grandi benefici per i pazienti”.

Il ruolo della genetica nello studio dei sarcomi delle ossa

“Nei tumori solidi dei bambini, di cui mi occupo, c’è senza dubbio un’importante componente genetica che richiede molta ricerca mirata, perché i meccanismi che caratterizzano queste malattie sono spesso assai più complessi rispetto alle mutazioni che hanno permesso di ottenere le terapie a bersaglio molecolare usate in alcuni tumori comuni negli adulti”, sottolinea Katia Scotlandi che presso l’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna dirige il laboratorio di oncologia sperimentale, dove guida un progetto quinquennale sostenuto da Fondazione AIRC per lo studio del processo metastatico nei sarcomi delle ossa. La ricerca nello specifico si focalizza sullo studio delle caratteristiche dinamiche che portano le cellule di sarcoma di Ewing a sopravvivere e a crescere negli organi distali.

“Occorre imparare a conoscere meglio le caratteristiche del dialogo tra cellule tumorali e microambiente e non solo le mutazioni che causano o tengono in vita il cancro” conclude. “Ogni tumore ha il suo tallone di Achille, ma i tumori pediatrici sono rari ed eterogenei, cioè composti da cellule diverse tra loro, ciascuna delle quali può avere mutazioni e quindi sensibilità ai farmaci differenti”.

Rischio ansia e depressione

Un recente lavoro pubblicato su Lancet Psychiatry (Novembre 2021), condotto su una popolazione di oltre 18.000 sopravvissuti al cancro in età pediatrica, rivela che per loro l’incidenza cumulativa di sviluppare un disagio psichico entro i 30 anni d’età è del 15,9%.

Non solo, un’indagine condotta in Italia da Fondazione Soleterre e dall’Unità di Ricerca sul Trauma dell’Università Cattolica (“Cancro in età evolutiva: fattori di rischio e di protezione per il benessere psicologico degli adolescenti”), sul breve periodo (Novembre 2019 a Settembre 2021) su un campione di 31 adolescenti dai 12 e 23 anni in cura presso la U.O.C. Oncoematologia Pediatrica della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, ha rilevato punteggi di ansia e depressione clinicamente significativi per il 6,5% dei giovani. Inoltre per il 12,9% del campione l’ansia e la depressione sono responsabili di comportamenti di ritiro sociale e al loro aumentare crescono anche lamentele somatiche, problemi di pensiero e problemi di attenzione.

L’importanza del supporto psico-oncologico

“Occorre intervenire subito, fin dall’esordio della malattia e dall’avvio dell’iter di cura, per ridurre ansia e depressione, limitando in questo modo la possibilità che, una volta conseguita la guarigione medica, vi siano importanti sequele di malattia psicologica che compromettano la guarigione effettiva” ha affermato Damiano Rizzi, Presidente di Fondazione Soleterre e Psicologo Clinico in Onco-Ematologia Pediatrica presso Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia.

“Nel 2021 il programma globale Grande contro il cancro di Fondazione Soleterre ha raggiunto complessivamente in 6 Paesi 2.965 bambini malati di cancro e loro genitori ed erogato 7.479 sessioni di supporto psicologico grazie a un team internazionale composto da 17 psicologi” conclude Rizzi. “Abbiamo evidenze che il supporto psicologico non solo contribuisca alla sopravvivenza alleviando la fatica e lo stress e predisponendo il paziente a ricevere le cure, ma permetta una miglior qualità della vita dopo la remissione”.

Tag: Airc / ansia / bambini / depressione / oncologia / tumori pediatrici /

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