Visite, diagnostica e ricette: gli italiani vogliono più digitale

Pubblicato il: 26 Novembre 2020|

Digitale e prossimità. Se questi sono i pilastri della sanità che verrà, è un futuro che piace ai cittadini italiani.  L’opinione emerge da un’indagine realizzata da Doxa Pharma per Janssen Italia, azienda farmaceutica del Gruppo Johnson & Johnson. Digitalizzazione, accesso alla cura “oltre l’ospedale”, maggiore uniformità ed equità nell’offerta sanitaria in tutto il Paese sono fra le priorità intercettate dall’indagine intitolata “Next generation health”, che ha coinvolto (in due fasi, prima a settembre e poi a novembre 2020) un campione di mille cittadini.

I risultati

Secondo l’indagine, l’86% apprezza “molto” il modello universalistico del nostro Servizio sanitario nazionale (Ssn). Tuttavia, l’area che l’area che richiederebbe un intervento immediato è la prenotazione e gestione delle visite, protagonista di forti rallentamenti a causa del lockdown.

Il 92% si dichiara favorevole a presidi territoriali multi-specialistici sul territorio, in modo da evitare di dover sempre ricorrere all’ospedale e il 72% apprezzerebbe la domiciliazione delle terapie, anche se rimane forte il ruolo di presidio territoriale delle farmacie e il conseguente ruolo di consulente di salute del farmacista.

Digitale, anche per facilitare il dialogo con il medico

Il 90% degli intervistati ritiene che la digitalizzazione delle prescrizioni mediche ed in generale il canale digitale siano diventati imprescindibili, soprattutto per l’ambito della diagnostica e per facilitare la relazione medico-paziente, con il 76% che è favorevole a visite mediche da remoto, anche per il futuro, pur in assenza di situazioni complesse come quella che stiamo vivendo.

Non ci sono distinguo invece sulla richiesta di maggiore uniformità dell’offerta sanitaria: l’86% degli intervistati ritiene che debba essere uguale per tutti perché “abitiamo tutti in Italia”, a prescindere dalla regione di appartenenza.

La nuova ondata

I dati citati fin qui si riferiscono alla rilevazione effettuata a settembre. Questo quadro è stato sostanzialmente confermato da una seconda rilevazione effettuata per tener conto dell’evoluzione della pandemia nelle ultime settimane. Sono addirittura aumentate la preoccupazione per la propria salute e il timore di riprendere le abitudini della normalità pre-pandemica. Gli italiani che hanno ritenuto fondamentale l’assistenza domiciliare sono aumentati sensibilmente, passando dal 29 al 41%.

Ricciardi: “Dopo la pandemia un vero cambio di passo”

“La pandemia rappresenta una sfida ancora da vincere, ma è altrettanto importante progettare insieme un nuovo inizio per il nostro Ss – commenta Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministro della Salute per la pandemia da Coronavirus – un vero cambio di passo rispetto al passato. Il mio auspicio è che tutti gli attori del sistema salute collaborino attivamente – attraverso le loro migliori energie ed esperienze – al ridisegno delle politiche sanitarie per renderle ‘dinamicamente efficienti’, che vuol dire creare oggi le migliori condizioni per operare meglio domani. Questa iniziativa ci conferma la necessità di abbandonare la logica ‘ospedalocentrica’ che ha contribuito ad aggravare, soprattutto in alcune regioni, l’impatto dell’epidemia, così da riuscire ad articolare il sistema su tre pilastri, tutti fondamentali e con pari dignità: salute come investimento, integrazione ospedale-territorio e digitalizzazione.”

Il ruolo della farmaceutica

Dalla ricerca emerge che per un intervistato su due le aziende farmaceutiche sono chiamate a dare il loro contributo non solo in termini di ricerca e produzione dei farmaci, ma in un’ottica più ampia per il funzionamento del sistema.

Digitalizzazione e medicina di prossimità sono prioritarie anche nel lavoro quotidiano di Janssen Italia. Sul fronte della digitalizzazione, è nato il progetto Janssen Genia, una piattaforma che grazie ad un software di Intelligenza Artificiale è in grado – con semplici comandi vocali – di fornire ai farmacisti ospedalieri informazioni preziose e costantemente aggiornate per la gestione dei farmaci. In questo momento il servizio è già utilizzato dai farmacisti che lavorano presso 150 aziende ospedaliere, con un incremento del 60% in novembre rispetto al mese precedente. Medici specialisti, di medicina generale e farmacisti ospedalieri accedono anche al portale Janssen Medical Cloud per usufruire di 40 diversi servizi utili al proprio lavoro, con un’area dedicata a news ed approfondimenti sul Covid-19. Sul fronte della medicina di prossimità a beneficio di tutti i pazienti, a partire dallo scorso aprile Janssen ha attivato in collaborazione con le Regioni Janssen a Casa Tua, un servizio di consegna gratuito di farmaci ospedalieri già usufruito dai pazienti in Lombardia, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, Sicilia e potenzialmente utile a 56 mila persone su tutto il territorio nazionale. Oncologia, ematologia, Immunologia, Hiv e ipertensione polmonare arteriosa sono le aree terapeutiche coinvolte dal servizio.

“Grazie ad una rinnovata percezione del valore della salute come investimento e di nuove risorse finalmente messe a disposizione del Ssn a partire dall’anno prossimo – commenta Massimo Scaccabarozzi, presidente e amministratore delegato di Janssen Italia –  abbiamo una storica opportunità per costruire la Sanità del futuro. Con uno sguardo rivolto al futuro, in Janssen vorremmo impegnarci nello sviluppo di punti di cura complementari sul territorio per venire incontro all’esigenza di presidi sanitari non concentrati solo nelle grandi strutture ospedaliere”.

La sintesi dell’indagine

 

 

Tag: digitale / Doxa Pharma / Janssen /

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