ADV nel farmaco etico: per uno studio i benefici superano i rischi

La pubblicità diretta ai consumatori (DTC, direct to consumer) di farmaci con obbligo di ricetta mostra un buon profilo rischio-beneficio. Secondo un’analisi di Dhaval Dave del National Bureau of Economic Research, spot televisivi, pubblicità sui giornali e in genere la promozione del farmaco etico – vietata in Europa, ma consentita negli Stati Uniti –, insieme con i rischi di inappropriatezza prescrittiva, esisti negativi e aumento della spesa, presenta benefici in termini di consapevolezza della malattia e aderenza alla terapia.
Sarebbe infondata, secondo Dave, “l’idea che la pubblicità dei medicinali su prescrizione non sia una buona cosa per i consumatori e che possa turbare il rapporto tra paziente e medico”: secondo l’analista del National Bureau of Economic Research statunitense, al contrario, “alcuni studi mostrano che quando i consumatori sono esposti a questi annunci, sono indotti a visitare il medico, a capire che ci sono trattamenti per i loro sintomi e che solo il contatto con il medico può essere utile ad aiutarli”. L’effetto della pubblicità non sarebbe quindi la mera induzione a farsi prescrivere un farmaco al posto del suo competitor, ma soprattutto una sensibilizzazione sull’importanza di rivolgersi al prescrittore, per approfondire le proprie conoscenze sulla patologia dalla quale si è affetti e sui rimedi più efficaci. Uno studio del 2005, inoltre, ha rilevato che per ogni 28 dollari investiti in pubblicità cresce di un’unità il totale delle visite mediche effettuate entro un anno dalla prescrizione del prodotto pubblicizzato. Un’altra ricerca, del 2010, ha invece evidenziato un aumento della segnalazione di eventi avversi per i farmaci appartenenti alle categorie più pubblicizzate, come anti-artrite e antidepressivi. L’ultima indagine, condotta da Dave, ha infine rilevato benefici legati all’aumento della consapevolezza, da parte dei pazienti, sulla propria malattia e sulle terapie, con un conseguente miglioramento della compliance, dovuta alla capacità degli spot di rafforzare la percezione di efficacia dei medicinali e di rammentare ai pazienti di assumerli. Aspetti negativi dell’Adv per i farmaci etici sarebbero, invece, un aumento del rischio di prescrizioni improprie da parte dei medici e la crescita della spesa farmaceutica pubblica: "In alcuni casi, quando gli standaard di trattamento non sono certi, ci sarebbero potute essere opzioni terapeutiche migliori o meno costosoe, o forse sarebbe stato meglio non prescri verli. Quindi c'è sia il lato dei benefici, sia quello dei costi".


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