Car-T contro i tumori solidi, il progetto di un’italiana premiata dall’Ue

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Pubblicato il: 22 Novembre 2022|

Monica CasucciRiuscire a combattere anche i tumori solidi con la tecnologia Car-T, frontiera dell’immunoterapia anticancro che ha già rappresentato una svolta per alcune neoplasie del sangue. È la sfida di Monica Casucci (in foto), responsabile dell’Unità di ricerca in Immunoterapie innovative dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano, premiata dall’Unione europea con i fondi previsti dagli Starting grant assegnati dall’Erc, il Consiglio europeo per la ricerca, per il progetto “Engineering CAR-T cells to overcome glycosylation-driven tumour resistance”. Le sovvenzioni, 636 milioni di euro per 408 talenti emergenti, saranno investite in progetti scientifici che abbracciano tutte le discipline della ricerca, dall’ingegneria alle scienze della vita e alle discipline umanistiche.

Quarantuno italiani premiati

La giovane, classe 1983, è tra i 41 cervelli tricolore finanziati in questa tornata e tra i pochi – 19 in tutto – ad avere ottenuto la borsa lavorando in un istituto di ricerca italiano. Dall’Ue un finanziamento complessivo di 636 milioni di euro per 408 talenti emergenti della scienza. Oltre a Monica Casucci, nel settore life science, tra gli italiani premiati anche: Marco Gargaro (Università di Perugia); Simona Giunta (Università La Sapienza); Cecilia Laterza (Università degli studi di Padova) Katja Reinhard (Scuola internazionale superiore di studi avanzati); Serena Sanna (Consiglio nazionale delle ricerche). Quattro premi sono andati anche al Politecnico di Milano per lo sviluppo di progetti a cavallo tra chimica e fisica.

Il profilo

Monica Casucci fa parte di diversi consorzi internazionali sulle terapie Car-T, sulle quali lavora da anni insieme al suo team con l’obiettivo di sviluppare terapie innovative contro tumori aggressivi e ancora difficili da trattare con questa tecnologia. Un approccio che – ricordano dall’Irccs milanese – consiste nell’ingegnerizzare geneticamente i linfociti T del sistema immunitario, così da renderli capaci di riconoscere e uccidere le cellule malate.

In cosa consiste il progetto

La tecnica sviluppata da Casucci al San Raffaele prevede di prelevare i linfociti T del paziente e di potenziarli insegnando loro a riconoscere il recettore tumorale CD44v6. Questo bersaglio terapeutico ha il grande vantaggio di essere espresso da molteplici tipi tumorali, inclusi diversi carcinomi e sarcomi, aprendo quindi la possibilità di un’applicazione delle Car-T anche in questi ambiti. “Le terapie Car-T stanno dando ottimi risultati contro i tumori del sangue (leucemie e linfomi), ma il nostro attuale obiettivo è riuscire a rendere questa tecnologia sempre più efficace anche per tumori solidi aggressivi come quello al pancreas, al polmone, all’ovaio e alla vescica”, spiega Casucci.

Il progetto di ricerca con cui Casucci si è guadagnata lo Starting grant Ue mira appunto a sviluppare approcci Car-T efficaci contro tumori solidi. La strategia – dettaglia una nota del San Raffaele – si basa sull’ingegnerizzazione dei linfociti Car-T con fattori in grado di bersagliare la glicosilazione, ovvero lo scudo zuccherino che aiuta le cellule maligne a evadere la risposta immunitaria. L’approccio ha l’ambizione di superare contemporaneamente diverse barriere protettive alzate dalle cellule tumorali e in prospettiva potrebbe trovare applicazione anche in altri contesti, come le infezioni virali. Il progetto porterà inoltre allo sviluppo di piattaforme tecnologiche innovative e modelli preclinici strumentali allo sviluppo di immunoterapie anticancro sempre più efficaci.

I finanziamenti dell’Ue

Gli Starting grant del Consiglio europeo, fondi che fanno parte del programma Horizon Europe, “aiuteranno eccellenti giovani scienziati, che hanno da 2 a 7 anni di esperienza post dottorato, a lanciare i propri progetti, formare i propri team e perseguire le loro idee più promettenti”, spiegano dall’European Research Council. L’Italia spicca per numero di ricercatori premiati: è infatti al secondo posto (41) dopo la Germania (70), alle spalle gli israeliani (30) e gli olandesi (28).

Italia indietro per progetti ospitati

Ma diverso è il quadro se si guarda ai grant assegnati divisi per i Paesi che ospiteranno i progetti. L’Italia in questa classifica scivola al sesto posto (con meno di 30 grant ospitati in centri di ricerca e istituzioni scientifiche della Penisola).

I vincitori del bando Erc hanno proposto di realizzare i loro studi in università e centri di 26 Paesi in tutta Europa. Prima anche su questo fronte la Germania (81 progetti), seguita da Regno Unito (70), Paesi Bassi (40) e Francia (39).

A caccia di menti brillanti

“Siamo orgogliosi di consentire ai ricercatori più giovani di seguire la loro curiosità – commenta Mariya Gabriel, commissario europeo per l’innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani – I nuovi vincitori portano un notevole patrimonio di idee scientifiche, approfondiranno le nostre conoscenze e alcuni hanno già in vista applicazioni pratiche”.

Sono un “nuovo gruppo di menti brillanti all’inizio della loro carriera, pronte a portare la loro ricerca a nuovi livelli – osserva Maria Leptin, presidente del Consiglio europeo della ricerca – L’Europa nel suo insieme, sia a livello nazionale che a livello comunitario, deve continuare a sostenere e potenziare i suoi promettenti talenti. Dobbiamo incoraggiare i giovani ricercatori a perseguire le loro idee scientifiche più ambiziose. Investire in loro e nella loro ricerca di frontiera significa investire nel nostro futuro”.

Premiato il PoliMi

Tra i finanziamenti assegnati, quattro progetti hanno interessato i ricercatori del politecnico di Milano. Si tratta di Fabio Ferrari con il progetto TRACES, Margherita Maiuri con ULYSSES, Paola Occhetta con EvOoC e Gianvito Vilé con il progetto SAC_2.0.

Più vicini al mondo life science i progetti EvOoC e SAC_2.0. Evolving Organs-on-Chip di Paola Occhetta, ricercatrice e assistant Professor del Dipartimento di Elettronica Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano, mira a sviluppare “organi-su-chip” intelligenti e meccanicamente attivi. Questi saranno utilizzati come piattaforme per l’identificazione dei meccanismi alla base della rigenerazione e della degenerazione del tessuto cardiaco e muscoloscheletrico. Per raggiungere questo obiettivo, verrà sviluppata la nuova piattaforma tecnologica per colture cellulari miniaturizzate EvOoC. Combinando i principi della micro-fabbricazione, della biologia dello sviluppo, della meccano-biologia e dell’intelligenza artificiale, EvOoC introdurrà un metodo rivoluzionario nell’ingegneria dei tessuti e nella modellazione di patologie, facilitando in futuro lo sviluppo di strategie traslazionali innovative per la riparazione dei tessuti in numerose applicazioni terapeutiche.

Single-Atom Catalysis for a new generation of chemical processes di Gianvito Vilé, docente e ricercatore presso il Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta” del Politecnico di Milano, studierà i catalizzatori “ad atomo singolo”. Questi sono materiali innovativi con un grande potenziale per trasformazioni chimiche sostenibili. Il progetto SAC_2.0 cercherà di dar luce a importanti lacune scientifiche, comprendendo la struttura e la reattività di questi materiali, e sviluppando metodologie di micro-fabbricazione per la loro sintesi e funzionalizzazione. Tra le possibili applicazioni, l’uso di questi catalizzatori per convertire la CO2 in prodotti a valore aggiunto, e lo sviluppo di metodi “green” per la sintesi di farmaci.

Tag: Consiglio europeo per la ricerca / Erc / irccs ospedale san raffaele / monica casucci /

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