Chirurgia della mano sotto la lente a Milano

L’innovazione e le ultime frontiere nei trattamenti delle patologie della mano, con un focus sulle malformazioni congenite e sui passi avanti fatti nella terapia del morbo di Dupuytren grazie alla collagenasi. Su questi temi si sta svolgendo a Milano la ventesima edizione del FESSH Congress, il congresso Internazionale organizzato dalla Federation of European Societies for Surgery of the Hand, la Federazione delle Società Europee di Chirurgia della Mano. Con una serie di lectio magistralis e oltre trentacinque workshop dedicati alle nuove tecnologie, la quattro giorni del congresso torna dopo oltre trent’anni in Italia.
“Quest’anno abbiamo cercato di focalizzarci sull’innovazione e sull’aggiornamento professionale – ha spiegato Giorgio Pajardi, direttore dell’Unità Operativa di chirurgia della mano del Gruppo MultiMedica e presidente del Congresso – Il filo conduttore sta nella volontà comune di cercare nuove strade che portino alla sostituzione completa o parziale degli interventi. Questa è la direzione che sta prendendo anche la ricerca scientifica. Ci stiamo muovendo verso una medicina della mano o comunque verso una riduzione dell’invasività chirurgica”.
Un esempio è rappresentato dalla collagenasi per il Morbo di Dupuytren. Una patologia che colpisce soprattutto gli uomini dai quaranta ai sessant’anni, progressivamente invalidante e provoca una flessione progressiva di una o più dita, cui segue l’inevitabile limitazione dell’estensione della mano. Fino all’avvento della collagenasi veniva trattata esclusivamente con l’intervento chirurgico. Grazie alla sua capacità di scissione e disgregazione la collagenasi agisce sulle fibre di collagene che rappresentano la componente principale del tessuto patologico che blocca il movimento. “Uno dei motivi per cui è importante il suo impiego – spiega il presidente – è che la malattia di Dupuytren, essendo su predisposizione congenita, può ripresentarsi. Ripetere il trattamento con il farmaco non crea alcun problema al paziente, mentre una seconda operazione può portare alla comparsa di cicatrici”.


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