Dall’Asco di Chicago nuovi dati positivi su cabozantinib nel trattamento del carcinoma renale avanzato

Pubblicato il: 10 Giugno 2016|

Buone notizie per i pazienti con carcinoma renale avanzato dal congresso annuale  dell’American Society of Clinical Oncology (Asco) di Chicago. Nello studio di fase 3 Meteor, condotto dalla farmaceutica francese Ipsen e dal partner statunitense Exelis, l’inibitore cabozantinib ha dimostrato di migliorare di cinque mesi la sopravvivenza globale media nei pazienti con carcinoma renale avanzato, precedentemente trattati con una terapia anti-angiogenica, rispetto a everolimus: 21,4 mesi rispetto ai 16,5 mesi di everolimus, corrispondente ad una riduzione del 34% di rischio di morte. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista The Lancet Oncology Il farmaco è stato approvato da pochi mesi dalla Food and Drug Administration in compresse a un dosaggio di 60 mg/die per via orale. In Europa il dossier di autorizzazione all’immissione in commercio ha ottenuto la valutazione accelerata (150 giorni rispetto ai 210 standard) ed è ora sotto esame. “Il beneficio in termini di sopravvivenza globale conferito dal trattamento con cabozantinib, costantemente favorevole tra i differenti bracci di pazienti predefiniti e nelle analisi post-hoc, rafforzano i risultati precedentemente comunicati sulla progressione libera da malattia ed il tasso di risposta obiettiva”, ha dichiarato, in una sessione orale del congresso, Toni Choueiri, M.D., direttore clinico, Lank Center for Genitourinary Oncology del Dana-Farber Cancer Institute.

Il farmaco aveva già dimostrato infatti il raggiungimento dell’end point primario (progressione libera da malattia) e gli obiettivi secondari (sopravvivenza globale e tasso di risposta obiettiva) del trial Meteor. I benefici sono stati raggiunti a prescindere dal gruppo di rischio del Memorial Sloan Kettering Cancer Center (favorevole, intermedio, o avverso), il numero (una o più di una) e il tipo delle precedenti terapie con inibitori tirosino-chinasici (Tki) del recettore del Vegf (Vegfr), durata del primo trattamento Tki Vegfr (6 mesi o meno o più di 6 mesi), presenza di metastasi ossee e/o viscerali, livelli di biomarkers  Met nei tumori  (alto, basso  o sconosciuto). La durata mediana del trattamento è stata di 8,3 mesi con cabozantinib versus 4,4 mesi di everolimus.

Ipsen ha ottenuto da Exelis la licenza esclusiva per la commercializzazione e lo sviluppo di future potenziali indicazioni di cabozantinib al di fuori degli Stati Uniti, Canada e Giappone tramite un accordo stipulato lo scorso 29 febbraio.

Tag: Asco / Cabozantinib / carcinoma renale / Exelixis / Ipsen /

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