Diabete: arriva anche in Italia la penna Lilly pronta all’uso “una volta a settimana”

Tra pochi giorni sarà disponibile anche per i pazienti diabetici italiani la nuova penna a somministrazione settimana sviluppata da Lilly. Presentato oggi a Milano, il dispositivo innovativo è pre-riempito con una dose fissa di dulaglutide, un analogo del recettore del Glp-1 (glucagon like peptide-1), ed è indicato per il trattamento dei pazienti con diabete di tipo 2. Per erogare la dose sono necessari semplici tre passaggi e due clic settimanali: basta rimuovere il cappuccio della penna, posizionarla sull’addome e premere il pulsante; dopo pochi minuti l’ago si ritrae automaticamente. Una vera e propria rivoluzione per le persone con diabete che potranno ottenere un buon compenso glicemico senza neppure vedere un ago o dover imparare a usare una siringa. “L’effetto sulla glicemia è massimo già dopo la seconda dose – spiega Francesco Giorgino, professore ordinario di endocrinologia e malattie metaboliche all’Università di Bari Aldo Moro – il farmaco minimizza il rischio di pericolose ipoglicemie ed è addirittura un alleato nella perdita di peso”.
Presentata in anteprima europea al congresso internazionale Easd a Stoccolma lo scorso settembre, la penna è disponibile in commercio al dosaggio di 1,5 mg in terapia di associazione e di 0,75 mg solo in monoterapia o come dose iniziale per i pazienti con età pari o superiore ai 75 anni. Secondo uno studio pubblicato su Diabetes, Obesity and Metabolism*, i diabetici la preferiscono alle pillole, perché rende la terapia semplice da ricordare e quasi completamente indolore. “La nuova penna con dulaglutide si può utilizzare già a partire dal fallimento del primo farmaco orale – continua Giorgino – evitando la somma di pastiglie difficile da gestire: gli studi clinici dimostrano che al ridursi della frequenza di somministrazione dei medicinali aumenta l’aderenza alle cure, per un controllo sempre più efficace del diabete”. Il candidato ideale all’uso di questo prodotto “è chi non riesce a tenere sotto controllo la glicemia nonostante la dieta, il movimento e l’uso di uno o più ipoglicemizzanti orali: si stima che si tratti di circa un milione di italiani, tutti ad alto rischio di complicanze dovute al mancato o insufficiente compenso glicemico raggiunto” conclude il professore. Non solo, non essendo eliminato attraverso i reni, il farmaco può essere impiegato anche nei pazienti con insufficienza renale.
La terapia inoltre è made in Italy. La penna è assemblata nello stabilimento di Sesto Fiorentino per essere distribuita in tutta Europa. La richiesta è così elevata – fanno sapere dall’azienda – che la casa madre americana ha deciso recentemente di effettuare un nuovo investimento sull’impianto nazionale per avviare una seconda linea di produzione.


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