Diabete e obesità, chi ha studiato meno rischia di più

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Pubblicato il: 4 Aprile 2017|

Chi ha studiato di più, si ammala di meno. Almeno per quanto riguarda il diabete, che si configura sempre di più come malattia “sociale”. A segnalarlo è la decima edizione dell’Italian Diabetes & Obesity Barometer Report, il volume realizzato – quest’anno per la prima volta in collaborazione con l’Istat – dall’Italian barometer diabetes observatory (Ibdo) Foundation e presentato oggi alla Camera dei Deputati. Secondo i dati emersi dal report, il diabete è più frequente tra le persone con un basso titolo di studio. “Nella popolazione adulta, eliminando l’effetto dell’età – spiega Roberta Crialesi, dirigente dell’Istat – un laureato ha un rischio di ammalarsi di diabete quasi tre volte più basso di chi ha solo la licenza elementare e per le donne lo svantaggio tra le meno istruite è ancora più elevato”. Dalle rilevazioni Istat 2015 emerge come la disuguaglianza sociale sia particolarmente accentuata a partire dai 45 anni. Tra i 45 e i 64 anni la prevalenza del diabete è del 2,9% tra i laureati, del 4% tra i diplomati, mentre raggiunge il 9,8% tra coloro che hanno al massimo conseguito la licenza elementare. Forte il legame con gli stili di vita: la prevalenza di diabete è del 15,1% tra le persone obese – solo il 3,6% tra i normopeso – e all’8,6% tra chi non pratica attività fisica, rispetto al 1,7% tra coloro che praticano abitualmente una attività sportiva.
Anche per quanto riguarda l’obesità e il sovrappeso, emergono differenze notevoli in rapporto al titolo di studio: tra le persone con almeno la laurea le persone sovrappeso e obese sono il 32,8%, quota che sale al 42,8% tra i diplomati e al 52,7% tra chi ha la licenza media, per raggiunge il 60,4% tra quanti hanno conseguito al massimo la licenza elementare. Un trend osservato in tutte le fasce di età, sia per gli uomini che per le donne.

Ma i dati del Barometer report non finiscono qui. Il resto del lavoro offre uno spaccato sull’impatto del diabete e dell’obesità nel mondo, in Europa e in Italia.

Nel mondo un decesso ogni 56 secondi per cause legate al diabete
Nel mondo sono 415 milioni le persone affette da diabete, una su 11, e sono cinque milioni i morti all’anno per cause legate al diabete, uno ogni 56 secondi. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità,  il 58% dei casi di diabete mellito è attribuibile all’obesità. Le persone adulte in sovrappeso nel mondo sono 1,9 miliardi, il 39% della popolazione.

In Europa 60 milioni di persone con diabete
In Europa 59,8 milioni di persone adulte sono affette da diabete, malattia concausa di oltre 677 mila morti l’anno. Oltre il 50% degli uomini e delle donne in Europa è in sovrappeso, e circa il 23% delle donne e il 20% degli uomini sono obesi. Tra i Paesi europei con la situazione più preoccupante figura l’Irlanda: le stime prevedono che nel 2030 la quasi totalità degli adulti sarò in sovrappeso (91% degli uomini e 83% delle donne). Nel Vecchio Conteninte desta allarme anche l’obesità infantile:  un bambino di 11 anni su tre è sovrappeso o obeso.


In Italia oltre un milione di malati in più in 15 anni

In Italia il diabete colpisce 3,27 milioni di persone, una su 18, a cui va aggiunto circa un milione di persone che non sanno di avere la malattia. A livello percentuale la media nazionale delle persone colpite si attesta intorno al 5,4%. Ma erano il 3,8% nel 2000 e negli ultimi quindici anni si contano 1.118.000 persone con diabete in più a causa dell’invecchiamento della popolazione e di una maggiorediffusione della malattia. Nello stesso periodo, invece, la mortalità è in lieve flessione. Il diabete e le patologie correlate hanno causato quasi 75 mila morti nel 2013 e la diffusione del diabete aumenta al crescere dell’età: oltre i 75 anni sono 1,3 milioni nel 2015 contro i 634mila del 2000.
Sovrappeso e obesità colpiscono oltre 21 milioni di italiani, l’obesità uno su 10, e l’Italia risulta ai primi posti in Europa per obesità infantile: la prevalenza dei bambini obesi è del 9,8% con percentuali più alte nelle Regioni del Centro e del Sud. “Secondo il recente rapporto Diabetes Atlas dell’International Diabetes Federation (IDF) – spiega Renato Lauro, presidente di Ibdo Foundation – il diabete causa 73 morti al giorno in Italia, quasi 750 in Europa. Il dato è tanto più allarmante se si considera che gli italiani chesoffrono di diabete sono circa l’8% della popolazione adulta. Possiamo definire diabete e obesità come una pandemia, un’emergenza sanitaria che necessita di una attenzione specifica da parte dei decisori politici”. Una richiesta di attenzione e di “interventi di prevenzione a partire dalle scuole” arriva anche da Domenico Cucinotta, coordinatore dell’Italian Barometer Diabetes Report e direttore del Dipartimento di medicina clinica e sperimentale dell’Università di Messina: “Il diabete è decisamente una patologia ‘sociale’ dal momento che, per la sua elevata prevalenza, coinvolge di fatto la popolazione intera. Tra 10 anni, in ogni famiglia italiana vi sarà una persona con diabete o un soggetto prediabetico”.

Tag: diabesity / diabete / Ibdo Foundation / Istat / obesità /

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