Difficile come bere un bicchiere d’acqua. Giornata mondiale delle malattie reumatiche

Lanciata oggi, in occasione della Giornata mondiale delle malattie reumatiche, la campagna di sensibilizzazione “Difficile come bere un bicchiere d’acqua” promossa da Apmar (Associazione Persone con Malattie Reumatiche). “L'obiettivo, – afferma Antonella Celano, Presidente Apmar – è duplice: da un lato far conoscere i rischi legati alle malattie reumatiche e la necessità per queste persone di accedere il più precocemente possibile al parere del reumatologo e alle terapie più appropriate, dall’altro sensibilizzare le Istituzioni affinché vengano rimossi i tanti intoppi burocratici che costellano il già difficile percorso per le cure per le persone con malattie reumatiche”.
"Generalmente croniche, le malattie reumatiche, che interessano il 10% della popolazione, sono spesso ad alto potenziale invalidante e, in molti casi l'infiammazione può colpire anche organi e apparati diversi, quali cute, cuore, polmoni e strutture nervose ", spiega Giovanni Minisola, Presidente Sir (Società italiana di Reumatologia). Oggi sappiamo che per arrestare o rallentare la progressione dell’artrite reumatoide abbiamo una finestra di tre mesi dall’insorgenza dei primi sintomi, per intervenire con i farmaci più appropriati e cambiare il destino e la qualità di vita di queste persone, ma restano criticità su diagnosi precoce e appropriatezza terapeutica, variabilità territoriale per accesso ai farmaci innovativi e assistenza al paziente.
“Volgiamo portare all’attenzione delle Istituzioni e dell’opinione pubblica le quotidiane difficoltà che devono affrontare le persone colpite da queste malattie. Ad esempio, pochi sanno, che le malattie reumatiche sono una delle principali cause di divorzio in Italia”, prosegue Antonella Celano. “Uno studio condotto nel 2009 su donne affette da artrite reumatoide – riferisce Giovanni Lapadula, Responsabile dell’Unità Operativa di Reumatologia Universitaria di Bari- , evidenzia che il 60% ha problemi nell’espressione della propria sessualità e il 25% delle donne divorziate, tra quelle intervistate, identifica la patologia come causa del divorzio”.
Dalla difficoltà di compiere il gesto più quotidiano della persona con malattia reumatica, si è sviluppata la campagna "Difficile come bere un bicchiere d’acqua”. Tre i soggetti sui quali si concentra la comunicazione: le mani deformate dalla malattia, con cui è difficile compiere anche i gesti più semplici come svitare il tappo di una bottiglia, lavarsi i denti, allacciare i bottoni di una camicia, vestirsi, pettinarsi. Il secondo scatto è legato all’affettività: dare o ricevere una semplice carezza, per una persona con malattia reumatica, può diventare difficile. Il terzo soggetto è legato ai momenti di socializzazione, quando anche un piccolo atto di gioia e serenità, come l’applauso può essere negato.


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