Le donne dormono peggio degli uomini e soffrono più di insonnia

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Pubblicato il: 12 Luglio 2022|

Anche l’insonnia fa preferenze di genere e le donne, stando ai dati in letteratura hanno il 40% in più di probabilità di soffrirne rispetto agli uomini. Per diversi motivi. Il primo è senza dubbio la genetica, il secondo, non meno importante l’influenza degli ormoni sessuali. Lo racconta ad AboutPharma Paola Proserpio, responsabile del Centro di Medicina del Sonno dell’ospedale Niguarda di Milano. Non a caso fin dall’età dello sviluppo puberale e così poi per tutta la vita, spiega l’esperta, vi è una netta discrepanza della frequenza dell’insonnia nei due generi. “L’ipotesi più accreditata è che gli ormoni sessuali in qualche modo influenzino la predisposizione all’insonnia. Lo testimoniano anche alcune fasi della vita della donna, come gravidanza e menopausa, in cui è documentata un’alterazione negativa del sonno. Ma non solo, il sonno cambia anche durante il ciclo mestruale, peggiorando per esempio nella fase premestruale”.

Ciclicità

Spiega Proserpio che i dati di letteratura estrapolati da studi preclinici e clinici mostrano come sia proprio il cambiamento del rapporto tra estrogeni e progesterone, che avviene ogni mese anche durante il ciclo mestruale o il loro calo drastico che si manifesta durante la menopausa a favorire i disturbi del sonno. Questo perché gli ormoni governano il ciclo sonno-veglia e i cambiamenti ciclici delle donne influiscono sui ritmi circadiani modificando anche il bisogno di sonno. Secondo la Sleep foundation un terzo delle donne quando ha le mestruazioni ha difficoltà a dormire a causa di crampi, mal di testa e gonfiore, con conseguente sonnolenza diurna, stanchezza e affaticamento. Durante la gravidanza, inoltre, le donne possono sviluppare la sindrome delle gambe senza riposo o altre patologie come depressione, apnea notturna, dolore e incontinenza, che disturbano il riposo. Nel post partum i livelli ormonali diminuiscono e l’accudimento del neonato porta a una qualità del sonno peggiore e irregolare.

Menopausa

Un capitolo a sé è quello della menopausa, periodo in cui spesso l’insonnia può sorgere o peggiorare a causa soprattutto delle vampate di calore. Prosegue Proserpio, tra gli autori di una review su meccanismi di insorgenza e trattamento dell’insonnia in menopausa: “Questo è il periodo più interessante dal punto di vista dello studio dell’insonnia, perché coesistono diversi fattori che possono influenzarne l’insorgenza: il cambio drastico dei livelli ormonali e le vampate di calore (che si manifestano in circa l’85% delle donne n.d.r.) che causano un’interruzione del sonno. Senza contare poi l’aumento di peso, l’invecchiamento in sé e gli aspetti psicologici che questa fase comporta, tutti fattori che concorrono ad aumentare il rischio”.
Le interruzioni notturne hanno effetti negativi perché mentre si dorme si attraversano più volte varie fasi del sonno: da quello leggero, al profondo fino al REM e viceversa. A ogni fase successiva aumenta il tempo nel sonno REM, dedicato ai sogni e l’elaborazione cognitiva e diminuisce quello nel sonno profondo, periodo in cui è il corpo a recuperare. Se il riposo viene interrotto, il ciclo ricomincia da capo a discapito del sonno REM essenziale per il recupero cognitivo.

La relazione con i disturbi dell’umore

Oltre a genetica e ormoni, c’è un altro fattore però che sposta l’ago della bilancia a sfavore nelle donne nell’insorgenza dell’insonnia e sono le comorbidità. In particolare ansia e depressione, due condizioni fortemente associate all’insonnia di cui le donne hanno il doppio delle probabilità di soffrire rispetto agli uomini. Spiega Proserpio: “Riguardo alla patogenesi dell’insonnia, sicuramente c’è una strettissima associazione bidirezionale tra insonnia e disturbi dell’umore. Chi soffre di ansia o depressione avrà una predisposizione all’insonnia, così come l’insonnia peggiora la sintomatologia di queste due condizioni. Il fatto che la prevalenza dei disturbi psichiatrici, soprattutto dei disturbi ansiosi-depressivi, siano più alti nelle donne rispetto agli uomini giustifica ancora una volta il motivo per cui le donne soffrono più di insonnia”.

I fattori sociali

Infine c’è da considerare la questione sociale. Come riporta ancora la Sleep foundation, alcuni studi hanno documentato differenze nella quantità di tempo che donne e uomini dedicano al lavoro retribuito e non, alle responsabilità lavorative e sociali e all’assistenza familiare. Ne è emerso che le donne sono più propense degli uomini a svegliarsi per prendersi cura degli altri in casa, un compito che disturba ancora una volta il sonno.
Proserpio aggiunge anche che nella società moderna le madri, lavoratrici, mogli etc. hanno poco tempo per dormire. Una prima valutazione deve quindi servire a capire se una persona è davvero insonne o semplicemente deprivata di sonno perché ha poco tempo per dormire. “Una volta appurato che il tempo per dormire è sufficiente, ma che le persone non dormono abbastanza per essere riposate durante il giorno, si può diagnosticare una vera insonnia” precisa l’esperta che conclude: “L’insonnia non è dormire poche ore durante la notte ma è una difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno, oppure risvegliarsi precocemente. Devono essere presenti però anche sintomi diurni come stanchezza, sonnolenza, difficoltà di concentrazione e attenzione, sintomi fisici, calo della libido ecc. Solo a quel punto, secondo la nuova classificazione del disturbo, è possibile fare una diagnosi certa”.

Home page rubrica: “Pianeta insonnia”

Tag: insonnia / medicina di genere / ospedale niguarda di milano / pianeta insonnia /

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