Gbi Research: inarrestabile il declino delle statine “brand”

Pubblicato il: 1 Febbraio 2013|

Le statine branded sono sul viale del tramonto, lo afferma un report della Gbi Research, società di intelligence strategica specializzata nel campo del farmaco e dei medical device. Il declino del business globale delle statine, prodotto diffusissimo utilizzato per il controllo del livello di colesterolo, è iniziato già nel biennio 2006-2007, con la scadenza dei brevetti di Merck su Zocor (simvastatina) e Pravachol (pravastatina); i fatturati, tuttavia, hanno tenuto fino a poco tempo fa: nel 2011, la scadenza della protezione commerciale del blockbuster Lipitor (atorvastatina) di Pfizer, seguita dal lancio immediato di equivalenti a basso costo, ha assestato un duro colpo alle chance commerciali dei nuovi prodotti in arrivo. Il rapporto di Gbi Research prevede che il mercato delle statine “griffate” perderà oltre 7 miliardi di dollari entro il 2018, passando, a livello mondiale, dai 19,7 miliardi di dollari del 2012 a 12,2 miliardi. Ancora secondo questa analisi, in un periodo di soli cinque anni il Cagr (tasso composto annuo di crescita) delle statine di marca scenderà del 7,7 per cento. Le statine brand, tra l’altro, non sono minacciate soltanto dai loro equivalenti, ma anche dai trattamenti “non statine” e dalle terapie di combinazione (fra statine e non statine).

Gbi Research propone anche un outlook al 2018 del mercato complessivo delle statine: fra cinque anni gli equivalenti dovrebbero aver conquistato il 34 per cento del market share (rispetto all’11 per cento del 2011), e  negli Stati Uniti – Paese che detiene il record di vendite di questi farmaci – il fatturato delle statine “griffate” passerà dai 10 miliardi di dollari dello scorso anno a soli 5,8 miliardi, con un crollo del 42 per cento in soli sei anni.

Tag: brand / equivalenti / Farmaci equivalenti / Gbi Research / generici / Lipitor / marca / merck / pfizer / statine / trend di mercato /

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