La rivoluzione di Costantino: più attuale di tanti eventi contemporanei

Apre “Costantino 313 d.C.” la mostra che celebra l’anniversario dell’emanazione dell’Editto di Costantino, o Editto di Milano (detto anche «della tolleranza), evento che, dopo secoli di persecuzioni, inaugurò un periodo di tolleranza religiosa e di grande innovazione politica e culturale. L’esposizione, curata da Gemma Sena Chiesa e Paolo Biscottini, è allestita dal 25 ottobre al 17 marzo 2013 a Palazzo Reale a Milano (poi dal 27 marzo al 15 settembre a Roma, al Colosseo e nella Curia Iulia). Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e della Segreteria di Stato vaticana, è stata realizzata con il supporto della Fondazione Bracco, che ha voluto partecipare come main partner non solo per l’indubbio valore artistico, ma anche per i valori di attualità politica e sociale di cui la mostra è portatrice.
I 200 oggetti d’archeologia e d’arte esposti approfondiscono tematiche storiche, politiche e religiose: dalla Milano capitale imperiale, alla conversione di Costantino, ai simboli del suo trionfo.
Focus dell’intervento della Fondazione Bracco è la sezione della mostra dedicata a Elena, madre di Costantino, imperatrice e santa e, secondo la tradizione, colei che ritrovò la Croce di Cristo. Un tema questo che conobbe da subito grande fortuna nell’arte: lo testimoniano in mostra la pergamena del IX secolo, da Vercelli, la miniatura del primo Rinascimento dell’Antifonario di Brescia, i dipinti di Cima da Conegliano da Washington e da Venezia, il “Sogno di Elena” vaticano di Veronese e altre opere che documentano il culto per la santità dell’imperatrice, riconosciuta da secoli dalla Chiesa d’Oriente e d’Occidente.


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