Nasce la rubrica digitale “Psoriasi: un percorso per l’innovazione”

gestione e trattamento psoriasi
Pubblicato il: 11 Ottobre 2022|

Parte a ottobre la nuova rubrica digitale di AboutPharma: “Psoriasi: un percorso per l’innovazione” che darà voce a esperti, istituzioni e pazienti per evidenziare gli unmet needs legati alla patologia e gli sviluppi futuri della gestione e del trattamento, oltre che per sensibilizzare gli addetti ai lavori. L’iniziativa si avvale della collaborazione di UCB.

Un po’ di storia

“Psora”. È il nome che nel V secolo a.C. Ippocrate dà ad alcune lesioni desquamative, fornendone una descrizione piuttosto dettagliata. Il termine “psoriasi” compare invece più tardi con il medico greco Galeno che lo usa per descrivere alcune lesioni cutanee squamose e pruriginose. Ma solo nel 1841 la patologia viene descritta come è conosciuta oggi, grazie al dermatologo austriaco Ferdinand von Hebra, che la inserisce nel suo Atlante delle malattie della pelle (Atlas der Hautkrankheiten). Nasce così ufficialmente la psoriasi, una malattia cutanea e/o articolare immuno-mediata ad andamento cronico-recidi­vante e genesi multifattoriale.

In Italia si stima che interessi il 2,8% della popolazione, di cui circa il 25-30% con una forma moderata-grave. Si manifesta prevalentemente tre i 20-30 anni e dopo i 50-60 anni in particolare nella popolazione caucasica.

Perché insorge la psoriasi

Oggi si pensa che la malattia insorga per una combinazione di fattori genetici e ambientali. Circa il 10% delle persone ha infatti una o più varianti geniche coinvol­te nella psoriasi, ma solo il 2-4% la svilupperà effettivamente. Tra i fattori esterni che possono scatenarla gli esperti annoverano: lo stress, il fumo di sigaretta, il consumo di alcol, il sovrappeso e l’obesità, alcuni farmaci, infezioni batteriche o virali (in particolare da streptococco e Hiv) e il decifit di vitamina D. Fattori su cui si può intervenire per migliorare l’effetto terapeutico dei farmaci utilizzati per la cura.

Che cos’è la psoriasi

La psoriasi si manifesta con placche eritemato-squamose ben circoscritte che possono presentarsi in qualsiasi regione del corpo, ma si localizzano principalmente sulla superficie estensoria di gomiti e ginocchia, nella regione lombosacrale, nel cuoio capelluto e nelle regioni palmo-plantari. Tali manifestazioni sono causate da una disfunzione del sistema immunitario che innesca un processo infiammatorio e stimola la iperproliferazione dei cheratinociti, le cellule della pelle. Questo fa sì che i cheratinociti impieghino solo sette giorni a raggiungere la superficie dell’epidermide anziché 24-27 come prevede il ciclo di maturazione fisiologico. Si instaura così un meccanismo patologico e accelerato di ricambio delle cellule della pelle, che si auto-mantiene nel tempo. In genere si alternano periodi anche lunghi di assenza delle manifestazioni cutanee con la loro ricomparsa (recidiva).  La psoriasi non è una malattia infettiva o contagiosa.

Le forme cliniche

La forma più comune è quella a placche che riguarda l’85-90% dei pazienti ed è caratterizzata da chiazze e placche rosse, circoscritte, ricoperte da squame bianco-argentee diffuse in qualsiasi parte del corpo. Esistono pero diversi quadri clinici a seconda della zona interessate e della gravità della malattia. Secondo la classificazione proposta dal Consiglio Internazionale della Psoriasi (International Psoriasis Council) oltre a quella placche le altre tre forme principali sono: la guttata, la pustolosa generalizzata e l’eritrodermica. Queste ultime due in particolare insieme all’artropatica, possono avere un decorso clinico invalidante.

Diagnosi e trattamento

La diagnosi è clinica e viene fatta da un dermatologo che può decide­re di fare una biopsia cutanea come conferma. Trattandosi di una malattia cronica, lo specialista può individuare il trattamento adeguato per tenerla sotto controllo, a seconda della gravità. Nelle forme più lievi può bastare un trattamento topico, mentre per quelle moderate/severe si va dalla foto­terapia alla terapia farmacologica sistemica che serve a spegnere l’infiammazione e comprende anche i farmaci biologici.

Una malattia sistemica

La pelle non è l’unico organo colpito dalla psoriasi. Tant’è che oggi la tendenza è quella di considerarla una malattia sistemica che riguarda tutto l’organismo. Prima di tutto perché può colpire direttamente le unghie e le articolazioni sfociando poi anche nell’artrite psoriasica in circa un terzo dei casi. Inoltre è associata a complicanze e comorbidità che aggravano ulteriormente le condizioni cliniche del paziente e rendono necessaria una gestione multidisciplinare. La psoriasi, infatti oltre che all’artrite psoriasica, è associata a un maggior rischio di malattie cardiovascolari, sindrome metabolica, steatosi epati­ca, diabete di tipo 2, patologie oculari e depressione. Come altre malattie cutanee incide sulla sfera psicologica, tanto che circa il 60% delle persone psoriasiche si stima presenti disturbi emozionali.

Il peso socio-economico

Tutti questi elementi incidono sulla qualità di vita delle persone psoriasiche, inficiando relazioni e capacità lavorative. Secondo uno studio della Fonda­zione Nazionale per la Psoriasi il 49% dei pazienti si assenta dal lavoro a causa della malattia, mentre il 31% degli stessi intervistati ha perso più di dieci giorni lavorativi al mese. Un fattore che impatta notevolmente a livello economico per pazienti e società.

“La psoriasi è una sorta di coinquilina esistenziale” racconta all’Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza (Apiafco), Silvia donna di 52 anni che ha scoperto la malattia nel 2016, cambiando la sua esistenza. “Condivido con lei la mia vita, le mie giornate. Ci sono periodi in cui è molto invadente, altri in cui riesce anche a stare nella sua ‘stanza’ e mi consente di vivere più liberamente”.

Tag: Apiafco / associazione psoriasici italiani amici della fondazione corazza / psoriasi / Psoriasi un percorso per l'innovazione /

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