Vista, udito, mobilità: un italiano su due utilizza ausili

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Pubblicato il: 12 Maggio 2022|

Un italiano su due utilizza ausili per la vista, l’udito, la mobilità, ma anche per difficoltà cognitive e nella comunicazione. Al primo posto, come è prevedibile, ci sono gli occhiali. È quanto emerge dall’indagine “rapid Assistive technology assesment (rAta)” sulle cosiddette tecnologie assistive. Un’iniziativa dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), a sua volta incaricata dall’Onu di redigere il primo rapporto globale su queste tecnologie. L’indagine è stata affidata a un consorzio italiano di enti composto da Istituto superiore di sanità, Aias Bologna onlus, Fondazione Censis e Rete nazionale dei centri ausili (Glic). Gli intervistati sono stati 10.176, distribuiti tra le diverse aree del paese (Nord Est, Nord Ovest, Centro e Sud) e in diversi contesti abitativi (urbano e rurale, piccole e grandi città). Il campione è stato reclutato in modo casuale tra la popolazione generale.

Gli ausili

Nella graduatoria dei 20 ausili più adoperati, quelli per la vista rappresentano il 47% del campione. Poi gli ausili per la mobilità (11%), quelli per le difficoltà cognitive (7%), per i problemi di udito (5%), per le difficoltà della vita quotidiana (4%) e per quelle nella comunicazione (0,9%).

Il 34,7% del totale degli intervistati utilizza soltanto gli occhiali, che rappresentano l’ausilio più diffuso. La quota maggiore di chi si serve di ausili (71,7%) ne usa uno solo, l’11, 5% due e il 5,7% più di cinque.

Tra coloro che dichiarano di utilizzare in aggiunta agli occhiali altri ausili (il 9,8% degli intervistati) si trovano i portapillole (3,9%), le lenti di ingrandimento (3,2%), varie tipologie di bastoni (2,8%), lo smartphone (2,7%), le calzature speciali (2,6%), le protesi acustiche (2,4%) e le stampelle (2%). Gli altri – prodotti per l’incontinenza, maniglioni di sostegno, materassi antidecubito, busti o corsetti, sedie per doccia etc. – sono sotto al 2 per cento.

Questione di età

“La quota di chi indica difficoltà nel quotidiano sale ovviamente al crescere dell’età: infatti a partire dai 70 anni gli utilizzatori di ausili diversi dagli occhiali salgono rispetto alla media del campione (16,3%), rispettivamente del 20% tra i 70-79enni e del 41,4% tra chi ha più di 80 anni”, spiega Mauro Grigioni, direttore del Centro nazionale di Tecnologie innovative per la salute pubblica che insieme al Centro nazionale malattie rare ha condotto la ricerca per conto dell’Iss. “Inoltre, è sempre più evidente che le tecnologie digitali di largo uso come smartphone e tablet, non solo sono a tutti gli effetti considerati ausili, ma sono anche tra le soluzioni più diffuse tra chi ha difficoltà funzionali o disabilità”.

Solo l’8,8% è finanziato dalla sanità pubblica

Solo l’8,8% degli ausili è finanziato dalla sanità pubblica a fronte del 76,5% pagato con mezzi propri. Sono soprattutto i prodotti per migliorare la vista a risultare a totale carico degli utilizzatori (solo l’1,8% menziona il soggetto pubblico), mentre per le altre tipologie di ausilio il dato appare più elevato: sono infatti pagati dal Ssn il 28% dei prodotti per la mobilità personale, il 24,7% degli ausili per la cura di sé e lo svolgimento delle attività quotidiane, il 20% degli ausili per migliorare l’udito e il 7,7% di quelli per le funzioni cognitive.

Per quanto riguarda il percorso di fornitura ausili, più della metà degli utilizzatori ha espresso un giudizio positivo in merito alla valutazione e all’addestramento all’uso (58,4%). Poco più di un terzo risulta soddisfatto per i servizi di manutenzione e riparazione (39,4%).

Bisogni insoddisfatti

Una parte dell’analisi dell’Iss è focalizzata sui bisogni soddisfatti e insoddisfatti. “I bisogni soddisfatti – spiega l’Istituto in una nota – sono definiti dall’intervista rATA come quelli in cui emerge la prevalenza di coloro che usano un ausilio e non esprimono il bisogno di un ulteriore ausilio, oppure non riportano la necessità di cambiare, aggiornare, aggiustare quello già in uso.  Sulla base di questa definizione, i bisogni soddisfatti riguardano il 45,9% (su 51%) degli intervistati Il 6,8%, al contrario, ritiene di avere bisogno di un ausilio ma non lo possiede (unmet need), oppure ha necessità di cambiare quello in uso. I bisogni non soddisfatti – evidenzia l’Iss – salgono al 14% tra coloro che hanno molte difficoltà e al 12,5% tra chi ha difficoltà molto gravi. Di poco più elevata la quota di intervistati che indica bisogni non soddisfatti al Sud (7,9%) e al Centro (7,4%)”. Infine, chi ha affermato di essere insoddisfatto o di avere la necessità di sostituire l’ausilio (ad esclusione degli occhiali), ha indicato soprattutto gli apparecchi acustici (7,7%), i portapillole (6,3%), gli smartphone e tablet (5,5%) e i segnalatori d’allarme.

La sintesi dei risultati

Tag: ausili / Iss / istituto superire sanità / Oms /

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