Costi standard, Fiaso: risparmi anche su ambulanze e 118

Pubblicato il: 12 Febbraio 2015|

Il blocco del turn over per il personale sanitario fa aumentare i costi finali del servizio di soccorso del 118. Gare uniche aziendali per gli acquisti e la manutenzione, così come il ricorso a centrali di acquisto regionali e nazionali, aumentano l’efficienza e generano economie di scale e risparmi. A dirlo sono i risultati del “Laboratorio servizi di emergenza territoriale 118”, promosso dalla Fiaso (Federazione di Asl e ospedali pubblici) con la collaborazione scientifica dell’Università di Trento.

Lo studio calcola i costi standard, ovvero il costo che un servizio o prodotto dovrebbe avere in condizioni di efficienza, per tutti i servizi di soccorso con autovettura e autoambulanza, comprendendo tutte le variabili che permettono al 118 di funzionare: personale, manutenzione, attrezzature. Protagonisti della ricerca sono stati i servizi di emergenza di quattro Regioni: Lazio, Lombardia, Basilicata ed Emilia Romagna, per un totale di oltre 20 milioni di potenziali utenti. “Per ogni singolo tipo di autoambulanza e autovettura, prendendo in considerazione tutti i possibili allestimenti, le dotazioni e il personale di volta in volta a disposizione – Alberto Zoli, direttore generale dell’Areu Lombardia e responsabile scientifico del laboratorio – è stato calcolato un costo unitario standard, per ora di lavoro così come per anno, effettuando poi delle simulazioni per valutare la congruenza degli standard calcolati rispetto ai costi effettivamente sostenuti dalle organizzazioni sperimentatrici”.

Il calcolo dei costi standard si basa sull’incidenza dei singoli fattori produttivi sul costo totale del servizio, tenendo conto anche del trend di spesa storica per ogni elemento e delle previsioni di spesa future. In particolare, per quanto riguarda i costi diretti del personale si fa riferimento al valore medio del costo contrattuale, includendo oneri sociali e indennità medie. Per i costi indiretti, invece, si considerano i costi reali sostenuti dalle singole regioni, scegliendo poi i valori maggiormente significativi, così come per i materiali sanitari e i costi di struttura. Per le dotazioni tecnologiche viene considerato il valore di sostituzione ammortizzato con l’aliquota prevista dal codice civile, per i mezzi di soccorso il valore di costo più elevato approssimato alle migliaia di euro, per rappresentare al meglio i costi di sostituzione che le aziende devono sostenere periodicamente. I costi generali sono valutati, infine, per un ammontare pari al 2,5% dei costi diretti del servizio. Dallo studio emerge una struttura organizzativa “labour intensive”, in cui il costo del personale rappresenta la componente più onerosa, oscillando tra il 75 e l’89% dei costi totali.

Una volta determinati i costi standard, la ricerca li applica ai prodotti e ai servizi effettivamente presenti in ogni singola organizzazione, con una simulazione che permette di stimare il valore di costo complessivo che ogni realtà avrebbe dovuto riscontrare. I risultati evidenziano come differenti scelte sull’organizzazione del servizio a livello regionale, così come differenti impostazioni a livello aziendale, ad esempio sulla composizione del personale a bordo delle ambulanze, condizionino i costi del servizio 118.

Tra i fattori che pesano maggiormente sui costi sostenuti dalle regioni, in prima posizione figurano quelli legati al personale, a causa della loro incidenza sulla spesa totale. In particolare, il blocco del turn over, aumentando l’anzianità media di servizio e obbligando a ricorrere a straordinari e turni aggiuntivi, fa aumentare sensibilmente i costi dovuti a stipendi e indennità. Altra causa del mancato ricambio è l’utilizzo di personale non dipendente, con formule come il sistema premiante e l’impiego di specializzandi, che fanno lievitare i costi. Tra gli elementi di risparmio, invece, come è ovvio, l’impiego di personale volontario e della Croce rossa italiana. Gare uniche aziendali per gli acquisti e la manutenzione e l’utilizzo di centrali di acquisto regionali e nazionali aumentano l’efficienza del servizio e generano economie di scala, abbattendo così i costi.

“I risultati dello studio – spiega Walter Locatelli, direttore generale della Asl di Milano e responsabile, come cicepresidente FIASO, del laboratorio – vogliono in primo luogo offrire un’occasione di dibattito e confronto sui diversi sistemi regionali di soccorso, grazie all’analisi esaustiva delle modalità organizzative delle realtà che hanno partecipato. La metodologia predisposta dal gruppo di lavoro, composto da oltre quindici tra professionisti e ricercatori, può essere utilizzata, inoltre, da altre Regioni o Aziende per calcolare i costi dei servizi offerti e paragonarli con quelli individuati dalla ricerca, rappresentando così un utile strumento di benchmarking, cioè di confronto, che permetta risparmi reali senza dover intervenire con tagli lineari che minano la qualità del servizio”.

“Obiettivo del Laboratorio – conclude Locatelli – è ora quello di ampliare lo spettro di analisi per includere la spesa per le stesse Centrali Operative e il servizio di elisoccorso, individuando anche per questi ultimi i migliori costi operativi, così da analizzare il sistema dell’emergenza-urgenza nella sua interezza”. Il servizio di soccorso 118, infatti, pur assorbendo solo l’1,5% delle risorse destinate alla sanità pubblica nel nostro Paese riveste particolare importanza sia per la sua rilevanza mediatica, in grado di condizionare fortemente l’immagine complessiva di un Sistema Sanitario, sia per le sue caratteristiche di garanzia universale e tempestività di intervento, indispensabili per garantire un servizio equo e per tutti.

Secondo il presidente Fiaso, Francesco Ripa di Meana, in tempi di spending review “la creazioni di reti e processi trasversali realizzata nei sistemi di emergenza e messa in luce dalla nostra ricerca può rappresentare la chiave di volta per coniugare i risparmi con la qualità e l’universalità dei servizi. Speriamo che questo modello, grazie anche alla valutazione del costo standard per singolo servizio frutto della ricerca, possa rappresentare un utile benchmark a disposizione di attori e professionisti della sanità italiana nel suo impegno costante per ‘fare meglio con meno’”.

 

Quadro sinottico dei costi standard (unitari orari e unitari annui h24) per fattore produttivo

Costi standard Fiaso

Tag: Asl / emergenza / Fiaso / ospedali /

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