Focus su spesa pubblica e salute alla VII edizione del convegno MePAIE di Cremona

Pubblicato il: 4 Marzo 2016|

“Controllo della spesa pubblica e bisogno di salute”, tra risorse in calo e bisogni sempre crescenti: questo il tema centrale della settima edizione del convegno MePAIE, dedicato al Mercato della Pubblica Amministrazione in Italia e in Europa, organizzato da Csamed  il 10 e 11 marzo a Cremona. Due giornate di approfondimenti, dibattiti e tavole rotonde, ospitate presso la Camera di Commercio e organizzate in collaborazione con FARE, ARE,  ATE, ALE e ARTE, in partnership con l’Università di Pavia, cui prenderanno parte relatori di spicco del panorama nazionale e internazionale, tra cui Carlo Cottarelli (direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale), Richard Brandt (direttore Iacocca Insitute e del Master “The Global Village Program”), Salvator Maira (direttore dell’Istituto IRIMA della Grenoble Ecole de Management) accanto ad avvocati, docenti universitari, responsabili di associazioni di settore e rappresentanti delle istituzioni.
Molteplici gli aspetti in cui è declinato il tema, per capire come si inquadrano gli strumenti della spending review con le nuove direttive, qual è stato l’andamento della spesa pubblica negli ultimi dieci anni, il ruolo delle aziende e l’impatto di Internet nell’approvvigionamento, con una forte componente propositiva per una revisione della spesa efficace. Un’attenzione particolare è riservata all’ambito sanitario, confrontando l’esperienza italiana con quella di altri Paesi europei e degli Stati Uniti.
“Il contenimento della spesa pubblica è la fonte principale di finanziamento della crescita previsto dall’attuale Governo, in linea con la visione dei precedenti. Ma la spending review può essere il bancomat per la crescita? I nuovi strumenti introdotti funzionano davvero?” – dice a Gianmaria Casella, amministratore unico di Csamed, riassumendo gli interrogativi da cui trae spunto la riflessione dell’edizione 2016 del convegno. – “L’evoluzione scientifica, soprattutto in sanità – prosegue – sembra indicare per la spesa un trend in crescita, piuttosto che in riduzione, mentre gli strumenti scelti per l’ottimizzazione, tra cui la centralizzazione degli acquisti e la fatturazione elettronica, lasciano alcune perplessità tra gli addetti ai lavori. Esiste inoltre una contraddizione di fondo nel tentativo, da una parte, di aumentare il consumo interno come traino alla crescita e, dall’altra, di contenere i prezzi d’acquisto, favorendo così prodotti provenienti da altri Paesi. Il contenimento della spesa – conclude Casella – non può essere identificato con il contenimento dei prezzi, ma con la valorizzazione della “buona spesa” e l’ottimizzazione organizzativa”.
 

Tag: Fare / Università di Pavia /

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