Rapporto mondiale Alzheimer: ogni tre secondi un nuovo caso di demenza

Pubblicato il: 3 Settembre 2015|

Ogni anno, in tutto il mondo, si registrano circa 9,9 milioni di nuovi casi di demenza, cioè uno ogni 3,2 secondi. È questo uno dei dati più significativi del Rapporto Mondiale Alzheimer 2015 curato da ADI (Alzheimer’s Disease International) e diffuso nel nostro Paese dalla Federazione Alzheimer Italia. Il volume – dal titolo “L’impatto globale della demenza: un’analisi di prevalenza, incidenza, costi e dati di tendenza” – rileva che nel mondo ci sono 46,8 milioni di persone affette da una forma di demenza e nel 50-60% dei casi si tratta della malattia di Alzheimer. A impressionare di più, però, non è questo dato, ma la previsione per il futuro: la cifra sembra destinata a raddoppiare ogni 20 anni, fino a raggiungere 74,7 milioni nel 2013 e 131,5 milioni nel 2050.
I costi
Il Rapporto analizza anche i costi economici e sociali della demenza. Oggi sono stimati intorno agli 818 miliardi di dollari, ma ci si aspetta che raggiungano quota mille miliardi di dollari nel 2018. Nel 2015, rispetto al 2010, i costi globali della demenza sono cresciuti del 35%. Se l’assistenza per la demenza fosse una nazione, sarebbe la 18esima economia al mondo e il suo valore economico supererebbe quello di aziende come Apple e Google. La distribuzione dei costi (costi medici, costi di assistenza formale, costi di assistenza informale) non è cambiata in maniera sostanziale. I costi medici diretti rappresentano circa il 20% dei costi globali della demenza, mentre i costi dell’assistenza formale e di quella informale rappresentano ciascuno il 40% del totale. Inoltre, il 58% di tutte le persone con demenza vive attualmente in paesi classificati dalla Banca Mondiale come paesi a reddito medio o basso. Questa percentuale è destinata ad aumentare, raggiungendo il 63% nel 2030 e il 68% nel 2050.
gragico demenza
La situazione italiana
Secondo il Rapporto, in Italia la demenza colpisce attualmente 1.241.000 persone, che diventeranno 1.609.000 nel 2030 e 2.272.000 nel 2050. I nuovi casi nel 2015 sono 269.000 e i costi stimati in 37.6 miliardi di euro. “Alla luce di questi nuovi dati, chiediamo al nostro Governo di mettere in atto il Piano Nazionale Demenze assegnandogli i finanziamenti adeguati per supportare concretamente i malati e le loro famiglie”, commenta Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia.
Cinque raccomandazioni
A conclusione del rapporto, l’Adi – che riunisce le associazioni di tutto il mondo impegnate sul fronte dell’Alzheimer – sintetizza cinque raccomandazioni indirizzate ai governi, ai decisori politici e alle istituzioni sovranazionali:
– La riduzione del rischio di demenza deve diventare una priorità esplicita nelle attività condotte dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO), e deve includere azioni chiare, collegate a obiettivi e indicatori specifici;
– Gli investimenti nella ricerca devono essere potenziati e proporzionati al costo sociale della malattia; devono essere equamente distribuiti tra prevenzione, trattamento, assistenza, e cura. La ricerca epidemiologica è particolarmente carente in Asia Centrale, Europa Orientale, America Latina Meridionale, Africa Orientale e nelle regioni dell’Africa Subsahariana.
– L’iniziativa del G7 deve continuare con un’agenda più ampia e allargata anche alle nazioni del G20.
– La “call for action” approvata lo scorso marzo 2015 dalla Conferenza dei Ministri della Sanità indetta dell’Organizzazione Mondiale della Sanità deve essere tradotta in piani programmatici con risultati concreti e target specifici.
– Tutte le nazioni del mondo dovrebbero sviluppare Piani Nazionali per la Demenza, monitorarli e aggiornali regolarmente.
IL RAPPORTO (Inglese)
LA SINTESI (Italiano)

Tag: Adi / Alzheimer / demenze /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE
RUBRICHE
FORMAZIONE