Ricoveri in ospedale, numeri in discesa: nel 2014 calo del 3,2% rispetto al 2013

Pubblicato il: 1 Settembre 2015|

Ogni anno negli ospedali italiani si ricoverano meno pazienti: nel 2014 il 3,2% in meno rispetto all’anno precedente, una flessione in termini assoluti di circa 315 mila ricoveri per arrivare a un totale di 9.526.832. In calo anche il numero di giornate di degenza: 1.184.000 in meno, cioè -1,8 per cento. È la fotografia aggiornata del Rapporto annuale sull’attività di ricovero ospedaliero (Dati Sdo 2014) del ministero della Salute. La degenza media per acuti si mantiene pressoché costante da diversi anni intorno al valore di 6,8 giorni, mentre per le degenza medie per riabilitazione e per lungodegenza si osserva un decremento a partire dal 2009.
Sul fronte dell’appropriatezza dell’assistenza ospedaliera, il Rapporto segnala buone notizie. Secondo gli esperti del ministero, si conferma infatti il miglioramento nell’erogazione di queste prestazioni. “Complessivamente si osserva una significativa deospedalizzazione – precisa il ministero – con un miglioramento dell’appropriatezza organizzativa e dell’efficienza nell’uso delle risorse ospedaliere”. Ben 43 dei 108 Drg (il sistema di classificazione dei pazienti dimessi dagli ospedali per acuti) a rischio inappropriatezza presentano un aumento della quota di regime diurno rispetto all’anno precedente. “E’ interessante notare che dei restanti 65 Drg – sottolinea il ministero – ulteriori 58, pur presentando una quota di regime diurno inferiore rispetto al 2013, sono caratterizzati da una consistente riduzione del volume di ricoveri ordinari. In media la riduzione è pari a -6,3%, con punte che arrivano al -36%”. Inoltre, il numero totale di ricoveri si riduce in 103 su 108 Drg a rischio inappropriatezza.
Il rapporto mostra l’andamento del volume complessivo di dimissioni e di giornate erogate dal 2001 al 2014. Dal 2001 al 2006 si registra un andamento costante, intorno a 13 milioni di dimissioni e poco più di 11 milioni di giornate, mentre a partire dall’anno 2007 si osserva una chiara e costante diminuzione, ottenuta grazie alle politiche di riduzione dell’inappropriatezza dell’ospedalizzazione, e di trasferimento ad altri setting assistenziali. Nel 2014 i valori si attestano su circa 9,5 milioni di dimissioni e poco più di 63 milioni di giornate erogate.
 
grafico sdo 2014
La principale causa di ricorso all’ospedalizzazione in regime ordinario, pur non costituendo una condizione patologica – evidenzia il rapporto – è rappresentata dal parto. Escludendo il parto, le altre cause principali sono riconducibili a patologie cardiovascolari e respiratorie e a interventi chirurgici per sostituzione di articolazioni maggiori o reimpianto degli arti inferiori. Per quanto riguarda l’attività in regime diurno, la principale causa di ricovero è la somministrazione di chemioterapia con 1.529.370 giornate (-2,3% rispetto al 2013).
Nel 2014 la degenza media per riabilitazione in regime ordinario è stata pari a 26,3 giorni, in leggero aumento rispetto all’anno precedente (25,7 giorni), mentre la degenza media per l’attività di lungodegenza è stata di 27,7 giorni, sostanzialmente invariata rispetto al 2013 (27,6).
Sempre rispetto al 2013, il numero complessivo di ricoveri ordinari per acuti si riduce da 6.634.977 a 6.486.438 (-2,2%), con una corrispondente diminuzione delle giornate di ricovero da 44.802.526 a 44.089.980 (-1,6%); il numero di ricoveri in regime diurno effettuati si riduce da 2.345.258 a 2.194.241 (-6,4%), per una corrispondente diminuzione di giornate da 6.497.781 a 6.033.527 (-7,1%).
Rapporto SDO 2014
La banca dati sui ricoveri

Tag: appropriatezza / ministero salute / ricoveri / sanità /

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