Sangue, Giornata mondiale: Report Iss 2015, ancora troppo pochi i giovani

Pubblicato il: 16 Giugno 2016|

“Blood connects us all ” (il sangue ci unisce tutti) è lo slogan scelto quest’anno dall’Oms per la  Giornata mondiale del donatore di sangue del 14 giugno, celebrata oggi all’Iss in un evento promosso dal Centro nazionale sangue in collaborazione con le Associazioni e Federazioni dei volontari italiani del sangue, Avis, Croce Rossa, Fidas, Fratres, le organizzazioni che rappresentano gli oltre 1 milione 700mila donatori di sangue italiani.

Presentato per l’occasione il rapporto sulle attività di raccolta del 2015:  in Italia  sono stati prodotti 2.572.567 unità di globuli rossi, 276.410 unità di piastrine e 3.030.725 unità di plasma; sono stati trasfusi  8.510 emocomponenti al giorno e curati 635.690 pazienti (1.741 pazienti al giorno). La fascia d’età dalla quale proviene la maggioranza dei donatori è rappresentata da persone in età compresa tra i 30 ed i 55 anni, con una incidenza dei giovani sul totale del  31.67% (13.39% classe di età 18-25 anni, 18.28% classe di età 26-35 anni) ritenuta ancora troppo bassa alla luce delle proiezioni demografiche: tra il 2009 e il 2020, infatti, complice l’invecchiamento della popolazione, la riduzione dei donatori è stimata nel 4,5%. A salvaguardare il traguardo da tempo raggiunto dell’autosufficienza è tuttavia l’elevata fidelizzazione  dei donatori: “L’83% dei donatori italiani dona in maniera periodica, non occasionale – spiega Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue – e questa  fidelizzazione è fondamentale per via del legame molto stretto che esiste tra donazione volontaria, consapevole e non remunerata e qualità del sangue in termini di sicurezza. Grazie ai donatori l’Italia è un Paese autosufficiente già da diversi anni e normalmente esiste una situazione di bilancio positivo tra numero di unità di sangue ed emocomponenti donate e fabbisogno a livello locale. Nel periodo estivo alcune Regioni possono trovarsi in situazioni di carenza ma il Sistema è strutturato in modo tale da garantire la copertura dei bisogni trasfusionali attraverso lo scambio interregionale. È importante sottolineare che il sangue è una risorsa biologica limitata e, nel rispetto dei donatori, è necessaria una forte attenzione non solo agli aspetti produttivi ma anche all’appropriatezza dei consumi e alla gestione delle scorte.”

Il ricambio generazionale è però indispensabile. A sottolinearlo è Vincenzo Saturni, Coordinatore protempore Civis (Coordinamento Interassociativo Volontari italiani sangue): “Tutti gli attori del Sistema sangue devono lavorare in sinergia in considerazione dalla rapida trasformazione demografica e sociale che è in atto nel nostro Paese – dice. – Una cultura del dono si esprime anche attraverso una attenta capacità di programmazione nazionale e locale delle attività di raccolta che sappia tener conto del contesto e dei bisogni reali della popolazione”. Elemento choave potrebbe essere rappresentato dal coinvolgimento delle comunità immigrate – 30 anni in media e in crescita demografica – oggetto in questi ultimi anni di numerose iniziative per l’integrazione sul territorio promosse proprio dalle Associazioni di donatori volontari di sangue.

Tag: AVIS / centro nazionale sangue / Croce Rossa / Iss / Oms /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE
Chirurgia robotica

Più applicazioni e mercato, ma i robot chirurgici sono ancora un lusso

Nonostante cresca il numero degli interventi eseguiti Italia, secondo gli esperti c’è un problema di “robot divide”, legato soprattutto al prezzo e alla manutenzione dei macchinari. La ricerca intanto fa passi da gigante. Mentre in mezzo al dominio dei grandi produttori, spunta un’eccellenza italiana

RUBRICHE
FORMAZIONE