Cop26, ecco l’impegno di 47 Paesi per sistemi sanitari a zero emissioni

Pubblicato il: 9 Novembre 2021|

L’impegno concreto del settore della salute e sanità per la decarbonizzazione del pianeta arriva da Glasgow. Durante la conferenza delle Nazioni Unite Cop26 sui cambiamenti climatici, che si svolge nel Regno Unito, 47 Paesi si sono impegnati a rendere i loro sistemi sanitari più sostenibili per l’ambiente e di ridurre le emissioni di carbonio. Contribuiranno così al raggiungimento dell’obiettivo emissioni nette zero, entro il 2050.

Cop26 Health Program

All’interno di COP26 Health Program, una partnership tra il governo del Regno Unito, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e gruppi sanitari, come Health Care Without Harm, questo gruppo di Paesi ha preso impegni concreti per rendere i sistemi sanitari locali meno inquinanti. Tra questi ci sono anche i principali produttori di carbonio al mondo.

47 Paesi sottoscrittori

Quarantadue di Paesi si sono anche impegnati a trasformare i loro sistemi sanitari in modo che siano più sostenibili oltre a ridurre le emissioni di carbonio, come Argentina, Fiji, Malawi, Spagna, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti d’America e altri 36. Tra quelli che si sono impegnati a migliorare soltanto la resilienza climatica ci sono Bangladesh, Etiopia, Maldive, Paesi Bassi. Dodici hanno fissato una data obiettivo per raggiungere le emissioni nette di carbonio zero, entro il 2050. L’impegno nasce anche dall’aver sperimentato gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici, come il governo delle Fiji alle prese con l’aumento dei cicloni, delle inondazioni improvvise e dell’innalzamento del livello del mare che causano la mancanza di acqua potabile.

Obiettivo zero emissioni

Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità ha spiegato che “il futuro della salute deve essere costruito su sistemi sanitari resilienti agli impatti di epidemie, pandemie e altre emergenze, ma anche agli impatti dei cambiamenti climatici, compresi gli eventi meteorologici estremi e il crescente carico di varie malattie legate all’inquinamento atmosferico e il nostro pianeta che si sta riscaldando”. I sistemi sanitari devono essere parte della soluzione riducendo le emissioni di carbonio. “Applaudiamo quei Paesi che si sono impegnati a costruire sistemi sanitari resilienti al clima e a basse emissioni di carbonio e speriamo di vederne molti altri seguire la loro guida nel prossimo futuro”, ha concluso il direttore generale OMS.

Sondaggio OMS

Un sondaggio dell’OMS, lanciato questa settimana, ha mostrato come la maggior parte dei Paesi ora stia includendo la salute nei propri piani nazionali, sulla base degli accordi sul clima di Parigi, ma spesso mancano azioni sanitarie dettagliate o meccanismi di supporto.

Lotta ai cambiamenti climatici

“Questi impegni del governo esemplificano il crescente movimento sanitario globale – ha spiegato Josh Karler, direttore internazionale del Health Care Without Harm – a favore della lotta ai cambiamenti climatici. In tutto il mondo medici, infermieri, ospedali, sistemi sanitari e ministeri della salute stanno riducendo la loro impronta climatica, diventando più resilienti e sostenendo una transizione giusta che metta la salute al centro di una civiltà decarbonizzata”.

Piano UNFCCC

Oltre a questo accordo tra Paesi, 54 istituzioni di 21 Paesi che rappresentano più di 14 mila ospedali e centri sanitari hanno aderito anche al piano UNFCCC per il raggiungimento di zero emissioni nette entro il 2050, ribadendo l’interesse del settore di adeguarsi ai piani di decarbonizzazione.

Tag: cop26 / Glasgow / Nazioni Unite / Oms / WHO /

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