Cresce la raccolta per i farmaci plasmaderivati: Italia in linea con gli obiettivi 2026

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Pubblicato il: 17 Luglio 2026|

La raccolta di plasma destinato alla produzione di medicinali plasmaderivati continua a crescere in Italia, avvicinando il Paese agli obiettivi fissati per il 2026. È quanto emerge dal monitoraggio di giugno del Centro nazionale sangue (Cns), che fotografa un andamento positivo sia nel confronto con lo scorso anno sia nel bilancio del primo semestre.

Oltre 461 tonnellate di plasma raccolte nel primo semestre

Tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2026 sono state conferite alle aziende convenzionate oltre 461 tonnellate di plasma, pari a circa la metà del quantitativo previsto per l’intero anno. Otto Regioni e Province autonome hanno registrato risultati superiori alla media nazionale.

Nel solo mese di giugno, la quantità di plasma raccolta è aumentata del 3,4% rispetto allo stesso mese del 2025, confermando il trend di crescita osservato dall’inizio dell’anno. “La prima metà dell’anno, globalmente, conferma che il sistema sta raggiungendo gli obiettivi che si era prefisso”, afferma Luciana Teofili, direttore del Centro nazionale sangue.

Aumenta il ricorso alla plasmaferesi

A trainare la crescita è soprattutto la raccolta di plasma tramite plasmaferesi, che nei primi sei mesi del 2026 ha registrato un incremento di quasi il 4%, raggiungendo circa 156 tonnellate, pari al 34% del plasma destinato alla produzione di medicinali plasmaderivati.

La plasmaferesi consente di raccogliere esclusivamente il plasma, reinfondendo immediatamente al donatore globuli rossi e piastrine. Rispetto alla donazione di sangue intero, richiede circa 35-40 minuti ma permette di ottenere una quantità maggiore di plasma e può essere ripetuta con una frequenza più elevata.

“L’impegno delle associazioni di donatori, dei volontari e dei centri di raccolta si intensifica e permette di essere in linea con gli obiettivi programmati nel 2026”, sottolinea Teofili. “L’incremento del plasma da aferesi ne è il segno più evidente perché richiede più tempo, strumenti e organizzazione”.

Verso l’autosufficienza, ma la domanda continua a crescere

Secondo il direttore del Cns, l’aumento della raccolta in plasmaferesi rappresenta anche un indicatore della qualità del sistema. “Significa una maggiore raccolta di plasma di più alta qualità. E significa anche che c’è un lavoro di sensibilizzazione che comincia a funzionare molto bene. Tutto questo è il frutto di anni di impegno”, osserva Teofili.

I risultati raggiunti, tuttavia, non sono considerati un punto di arrivo. La domanda di medicinali ottenuti dal plasma è infatti in costante aumento e rende necessario proseguire gli sforzi per incrementare ulteriormente la disponibilità della materia prima. “Possiamo dire di aver raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissi, ma non dobbiamo dimenticare che non siamo ancora al livello di cui abbiamo bisogno. Servono nuove strategie, nel medio e nel lungo termine, per aumentare la produzione di plasma e raggiungere l’autosufficienza”, aggiunge.

Il ruolo del sistema trasfusionale

Il plasma raccolto viene utilizzato per produrre medicinali plasmaderivati impiegati nel trattamento di numerose patologie, tra cui immunodeficienze, disturbi della coagulazione e altre malattie rare. Più in generale, il sistema trasfusionale rappresenta una componente essenziale del Servizio sanitario nazionale, supportando interventi chirurgici, trapianti e la cura di pazienti trasfusione-dipendenti, come quelli affetti da talassemia.

Per questo, conclude Teofili, sarà necessario continuare a investire nella promozione della cultura della donazione, nel sostegno alle associazioni dei donatori e nel rafforzamento dell’organizzazione della rete trasfusionale, anche alla luce dell’aumento dei bisogni assistenziali, dell’innovazione terapeutica e dei cambiamenti demografici.

Tag: centro nazionale sangue / donazione plasma / donazione sangue / plasmaderivati /

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