Il 2021 sotto la lente: le notizie scientifiche che lo hanno caratterizzato

Pubblicato il: 30 Dicembre 2021|

C’è una costante tra l’inizio e la fine del 2021: la corsa dei ricercatori verso una maggiore comprensione delle varianti del Sars-CoV-2. Alpha, Beta e Gamma emerse tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 hanno minacciato la protezione dei vaccini Covid-19, che tutto sommato hanno in gran parte resistito. A marzo 2021 alla lista si è aggiunta la variante Delta, che dall’India si è diffusa in tutto il mondo con una velocità e ferocia allarmante. I dati hanno mostrato l’efficacia dei i vaccini nel proteggere le persone infette da Delta dalle conseguenze più gravi di Covid-19, sebbene in maniera inferiore rispetto alle altre varianti.

E un caso di déjà vu si è abbattuto a fine novembre: è comparsa Omicron. I primi dati indicano che viola in modo significativo l’immunità del vaccino, ma che dosi aggiuntive di vaccino – booster – migliorano la situazione. È probabile però che non finisca qui perché le varianti continueranno a manifestarsi negli individui infetti finché il tasso di vaccinazione nei paesi a basso reddito continuerà a essere basso (circa il 7% oggi ha ricevuto una singola dose).

Destinazione Marte

Il rover Perseverance della Nasa è atterrato sul pianeta rosso il 18 febbraio, dando il via a una nuova era di esplorazione di Marte. Dopo essere atterrato, Perseverance ha schierato un piccolo elicottero che ha completato il primo volo a motore su un altro mondo. A settembre, dopo un primo tentativo fallito, il rover ha riaccolto e immagazzinato il primo di molti campioni di roccia marziana, che le future missioni spaziali recupereranno in modo che gli scienziati sulla Terra possano analizzarli alla ricerca di segni di vita passata.

Perseverance è stata una delle tre missioni ad arrivare sul pianeta rosso nel 2021: il rover cinese Zhurong è atterrato il 15 maggio come parte di Tianwen-1, la prima missione su Marte del paese. Ha raccolto una serie di dati geologici da una regione precedentemente inesplorata dell’emisfero settentrionale del pianeta. E all’inizio dell’anno, nella sua prima missione interplanetaria, gli Emirati Arabi Uniti hanno mandato in orbita intorno al pianeta la navicella spaziale Hope, scattando le foto delle “aurore” di Marte – emissioni ultraviolette derivanti dall’interazione del vento solare con i campi magnetici del pianeta.

Muon e i grandi cambiamenti nella fisica

Il 7 aprile i ricercatori che fanno parte dell’esperimento Muon g-2 presso il Fermi National Accelerator Laboratory vicino a Chicago, nell’Illinois, hanno riferito che i muoni, grandi particelle instabili simili agli elettroni, sono più magnetici di quanto originariamente previsto. Decenni fa, una versione precedente dell’esperimento suggeriva che i muoni potrebbero non comportarsi nel modo suggerito dai calcoli dei fisici, basati sul modello standard della fisica delle particelle. I ricercatori ora stanno ricontrollando questi calcoli tenendo conto del risultato di quest’anno. Se la discrepanza tra teoria e risultati sperimentali persiste questa potrebbe segnare la prima “falla” del modello standard dal suo sviluppo 50 anni fa.

L’approvazione del farmaco per l’Alzheimer

La Food and Drug Administration statunitense ha approvato il primo nuovo farmaco per l’Alzheimer in 18 anni, tra l’entusiasmo delle persone colpite dalla malattia, ma facendo arrabbiare alcuni ricercatori. Lo sviluppatore del farmaco, la società di biotecnologie Biogen di Cambridge, nel Massachusetts, ha dimostrato che il farmaco anticorpale può eliminare dal cervello agglomerati della proteina amiloide-β, che alcuni scienziati ritengono sia la causa principale dell’Alzheimer. Ma il trattamento non ha avuto un beneficio cognitivo diretto negli studi clinici. Nonostante un comitato consultivo abbia sconsigliato in modo schiacciante l’approvazione del farmaco, la Fda lo ha fatto l’8 giugno, inducendo i consulenti a dimettersi e, in seguito, un’indagine federale sulla decisione.

Sul finire dell’anno inoltre, lo scorso 17 dicembre, il Chmp dell’Ema ha rigettato la richiesta di autorizzazione del farmaco di Biogen ed Eisai per via di “dati contrastanti, sicurezza dubbia e incertezza sul legame tra la riduzione della proteina beta-amiloide e il miglioramento clinico”.

L’AI di DeepMind per prevedere le proteine

La consociata di Google, DeepMind, a Londra, ha annunciato a luglio di aver utilizzato un sistema di intelligenza artificiale (AI) per prevedere la struttura di quasi tutte le proteine espresse dagli esseri umani, nonché i proteomi quasi completi di altri 20 organismi. L’algoritmo, chiamato AlphaFold, ha vinto un concorso nel 2020 per prevedere la struttura di una proteina in modo più accurato che mai. In passato, i ricercatori hanno imparato a conoscere le strutture proteiche spiegandole scrupolosamente con varie tecniche di microscopia o simulandole con modelli meno accurati.

I ricercatori hanno affermato che la conoscenza di oltre 350.000 strutture proteiche nel 2021, molte delle quali non erano mai state visualizzate, ha il potenziale per rivoluzionare le scienze della vita, perché tali strutture custodiscono i segreti delle malattie e fungono da bersagli per i farmaci. Secondo DeepMind si tratta del maggior contributo che un sistema di intelligenza artificiale ha dato finora al progresso della conoscenza scientifica.

Gli eventi climatici estremi potrebbe diventare più comuni

Nella sua prima valutazione completa della scienza del clima in otto anni, l’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) delle Nazioni Unite ha dipinto un quadro brutale, ma chiaro, della salute della Terra: i record di siccità, incendi e inondazioni che già devastano le comunità in tutto il mondo peggioreranno se i governi non agiranno per fermare le emissioni di gas serra. Il pianeta si è già riscaldato di 1,1 °C rispetto alla media del 1850-1900, secondo il rapporto, ed è probabile che superi 1,5 °C entro un decennio agli attuali livelli di emissioni.

Se raggiungeranno  i 2 °C di riscaldamento – il limite massimo che i governi si sono impegnati a evitare nell’accordo di Parigi del 2015 – gli eventi di temperatura estrema che in precedenza si verificavano solo ogni 50 anni si verificheranno ogni pochi anni, aumentando la probabilità di morte e distruzione. Nel frattempo, i ricercatori sono riusciti a collegare direttamente un’ondata di caldo record nel nord-ovest del Pacifico nordamericano e le epiche inondazioni in Germania quest’anno ai cambiamenti climatici causati dall’uomo: l’ultima ricerca si è aggiunta a un elenco crescente di studi sull’attribuzione del clima.

COP26 tra patti e scetticismo

I politici alla 26a Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP26) hanno annunciato nuovi impegni per limitare le emissioni di gas serra concordando, dopo giorni di negoziati all’inizio di novembre, che sarebbero necessarie ulteriori riduzioni per evitare i peggiori effetti del cambiamento climatico. I 196 governi che hanno aderito alla convenzione sul clima hanno sottoscritto il Glasgow Climate Pact, che prevede una riduzione del 45% delle emissioni globali di anidride carbonica entro il 2030, rispetto ai livelli del 2010.

Nei primi giorni del vertice, i leader mondiali presenti hanno fatto grandi promesse per porre fine alla deforestazione, ridurre le emissioni di metano e eliminare gradualmente l’energia a carbone. Tutto sommato, tuttavia, i ricercatori hanno affermato che gli impegni, se pienamente attuati, porterebbero comunque un aumento della temperatura globale di 2,4 °C rispetto ai livelli preindustriali e molti si sono chiesti se i governi saranno in grado di affrontare le sfide future.

Tag: Ai / Alzheimer / cambiamenti climatici / fisica / sars-cov2 / varianti /

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